Un sistema di parchi “in rete” per portare a Varese finalmente un vero turismo legato alle bellezze paesaggistiche. Non solo. Perché i giardini storici di cui la città si può vantare non saranno semplici luoghi da visitare, ma realtà attive con una propria offerta caratterizzata e diversificata a seconda del parco in questione.
Il progetto è ambizioso e punta finalmente a valorizzare una delle ricchezze principali della Città Giardino. Proprio come dice il suo nome.
A parlarne è l’assessore ad Ambiente, Benessere e Sport Dino De Simone, che tra le proprie deleghe ha infatti la gestione del Verde pubblico. «L’obiettivo che abbiamo in mente è quello di costruire un sistema delle aree verdi di Varese – spiega De Simone – facendo capire ai cittadini quello che abbiamo sul territorio e le diverse funzioni di ogni area. Noi vantiamo infatti un parco regionale, sei ville con giardini storici bellissimi, altre aree verdi più piccole, due Plis e un sito di interesse comunitario che coincide con il Lago di Varese. Questo sistema di aree non può essere visto un pezzo alla volta, ma dev’essere considerato nella sua integrità, che fa di Varese un caso unico e di incredibile bellezza e attrattività». Per “sfruttarlo” al meglio occorre quindi, secondo l’assessore, «costruire un sistema parchi unitario e coordinato». Questo il primo punto per rilanciare le risorse paesaggistiche e naturalistiche della città di Varese. Quindi, il secondo punto per De Simone è quello di individuare per ogni parco una vocazione particolare, in modo tale, si può dire, che i parchi non siano solo dei “musei” da visitare, ma luoghi dove ospitare attività, che possano andare dalla cultura allo sport, a iniziative di diverso tipo e dare così ai varesini e ai turisti la possibilità non solo di scoprire, ma anche di “vivere”, queste aree verdi. «Bisogna individuare le funzioni migliori per ciascuna di queste aree – continua De Simone – il nostro compito non dev’essere solo quello della difesa della natura, ma anche di studiare una fruizione sostenibile di questi luoghi. La zona del Campo dei Fiori che è meta di escursioni e passeggiate, le ville storiche che vengono vissute soprattutto da famiglie, ma non solo. C’è poi la caratterizzazione del paesaggio agricolo. Queste aree possono ospitare eventi diversi, dalle corse, a percorsi in mountain bike e quindi alle camminate. Per fare solo una serie di esempi legati ad un certo tipo di utenza delle aree verdi. Quindi ci sono altri tipi di fruizione, più culturali e legati ad eventi, di cui quello che sta venendo organizzato a Villa Toeplitz da qualche mese è un esempio». A Villa Toeplitz la gestione del Tennis Bar, da parte di Coopuf Iniziative Culturali, ha infatti “rivitalizzato” in senso letterale lo storico parco, con eventi di teatro, presentazione di libri e passando quindi allo sport, con i tornei di tennis. Se questa è la caratterizzazione del Parco di Villa Toeplitz, altre vocazioni possono essere individuate per tutti gli altri giardini. A Villa Mylius, ad esempio, rimane in essere il progetto dell’Accademia del Gusto della Fondazione Marchesi, e si prefigge quindi una finalità didattica per quell’area. Quello che conta, comunque, è fare rete e non lasciare che ogni parco vada per conto suo. L’amministrazione deve svolgere un ruolo di regia e non solo. Di vero e proprio stimolo per il rilancio di ogni parco. E che la giunta Galimberti intenda fare sul serio, lo dimostra il fatto che in questo progetto verrà coinvolta anche l’Università dell’Insubria. «Stiamo organizzando un convegno proprio sul progetto della rete di parchi – dice De Simone – che verrà fatto a fine settembre, probabilmente a Villa Toeplitz. Abbiamo intenzione di coinvolgere l’Università, per capire quali siano le potenzialità delle risorse che abbiamo e quale sia il metodo migliore per far nascere la rete». Di un percorso tra i diversi parchi cittadini se ne era già parlato negli anni scorsi e qualche bozza di progetto era stata fatta. Tuttavia, si trattava di idee che si limitavano alla semplice fruizione delle aree verdi. Quello che ha in mente l’assessore De Simone è qualcosa in più, un vero e proprio salto di qualità, perché accanto alla fruizione delle aree verdi si ipotizza la nascita di sistemi che offrano anche eventi e diano seguito alle vocazioni individuate per ogni parco.













