In corsa per Palazzo Estense potrebbe esserci anche un candidato sindaco donna, di colore, e di religione islamica. Sarebbe a capo di una lista – ancora senza nome – che risponde a un «progetto di sinistra-comunista». Così infatti ne parla , del Partito dei Comunisti d’Italia, nonché consigliere comunale dal 2006 al 2011. Il progetto è in divenire: «Stiamo facendo incontri, ci siamo trovati in più di una occasione, l’ultima volta sabato scorso nella sala lettura di via Rodari 10 – dice Pitarresi – Per ora abbiamo
parlato con persone singole e abbiamo deciso di coinvolgere alcune associazioni di sinistra. Parleremo del nostro progetto all’associazione nazionale di amicizia Italia Cuba, Varese per la Palestina, Ubuntu e altre ancora. Contatteremo anche la Cgil Fiom e la Cgil Flc (scuola). La cosa importante è che vogliamo connotarci come “di sinistra-comunista”. Chi non sa cosa significa esattamente, può rileggere lo statuto del partito comunista di Berlinguer, in particolare l’articolo 54, quello che dice che ogni italiano si deve comportare in modo corretto, soprattutto se ha incarichi pubblici».
Continuando con l’identikit del candidato sindaco: «Abbiamo qualche idea. Posso anticipare che stiamo pensando a una studentessa – continua Pitarresi – Possiamo aggiungere all’identikit che si copre il capo con il velo. Un’altra ipotesi è una giovane mamma, sempre straniera».Le prime due riunioni ufficiali sono state convocate da L’altra Europa per Tsipras e da Un’Altra Storia nella loro sede di via del Cairo. Tra i promotori dell’iniziativa ci sono e di Rifondazione Comunista di Varese, editore che ha tentato la corsa a sindaco nel 2011. Il gruppo intende creare il nome della lista e il simbolo ascoltando i desideri di chi ne farà parte. Anche il programma verrà scritto insieme. Ma le idee sono chiare: «Vogliamo coinvolgere gli stranieri immigrati in Italia – dice Pitarresi – Persone che chiedono una società più giusta e diritti quali, per esempio, non dover pregare in un sottoscala. Gli immigrati oggi rappresentano il futuro della società europea. Sono loro che ci garantiranno il futuro con i loro figli. E l’assurdo è che in risposta di questo, qui li si maltratta negando loro i diritti».
Altri punti riguardano «la cultura sociale, intesa come convivenza civile» e «il sostegno alle nuove e alle vecchie povertà». «Cose di cui nessuno si occupa – conferma Scardeoni – Tutti parlano di grandi progetti, le cose di tutti i giorni non interessano a nessuno». «Stiamo elaborando una “carta programmatica” che poi verrà sottoposta alla eventuale sottoscrizione di chi vorrà aderire. La carta è aperta a tutti i contributi. Alla fine verrà indetta un’assemblea pubblica» conclude Musolino. La prossima riunione sarà venerdì alle 21, nella sede di via Del Cairo.













