Una città più pedonale. Per essere un giardino

Il futuro di Varese sarà sempre più pedonale: nel giornale in edicola oggi una pagina di approfondimento sul tema. Il commento di Marco Tavazzi

Una Varese che diventi realmente una città pedonale. E che si riappropri del suo nome, quello di Città Giardino, non solo come sinonimo da utilizzare in maniera meccanica di un articolo di giornale o in una pubblicazione informativa. Ma che sia veramente un tratto distintivo di questa città.

L’essere Città Giardino non può essere dato semplicemente dalla grande presenza di aree verdi e parchi storici. Questo è il punto di partenza. Ma occorre far fruttare questo patrimonio. E soprattutto rendere coerente la conformazione della città.

Quando pensiamo ad un giardino, per forza di cose, nell’immagine che abbiamo nella nostra mente non metteremmo certo un’auto sgommante e inquinante. Certo questo è un pensiero astratto, e bisogna fare i conti con la realtà delle cose e la necessità che una città, oltre ad essere bella, sia anche funzionale. Forse, tuttavia, a Varese per decenni ci siamo concentrati troppo sulla funzionalità delle cose, perdendo di vista il valore del territorio. E il soprannome di Città Giardino ce lo siamo portati dietro, vivendo di rendita, grazie alla fama conquistata all’inizio del Novecento.

Negli ultimi anni, con una maggiore valorizzazione del Verde pubblico, a partire dalla seconda giunta Fontana, questa tendenza si è invertita. Ma rimane un nodo cruciale da sciogliere: limitare l’ingresso delle auto in centro, evitare la sosta selvaggia che ogni giorno, e in maniera eccessiva il fine settimana, “affoga” il centro storico.

La vivibilità di una città passa dalla possibilità che i cittadini e i turisti hanno di usufruirne a piedi, a partire dal centro storico. La mancanza di un sistema razionale di parcheggi e il perdurare della sosta selvaggia sono un elemento negativo che abbruttisce la nostra città. E se si pensa che le chiusure al traffico possano peggiorare le vendite, la risposta è sempre la stessa: quando venne chiuso corso Matteotti, nessuno volevo il provvedimento. Oggi chi tornerebbe indietro?