Una “colata” di graffiti Ecco il regno dei vandali

Una “colata” di graffiti
Ecco il regno dei vandali

Contro i graffiti ci vorrebbero le telecamere. Ma forse non basterebbero. Sembrano quasi rassegnati residenti e commercianti di Biumo Inferiore ai graffiti che ricoprono il quartiere.

I graffitari improvvisati, quelli che si limitano a tracciare qualche segno sul muro con un pennarello indelebile, si sfogano soprattutto sui pilastri del grande palazzo che fa angolo tra via Cairoli e via Garibaldi, ma tutto il quartiere ha i segni dei vandali, o messaggi più o meno politici come lo stencil “zona antifa”, inteso come “antifascista” apparso ormai più di un anno fa.

Il grande condominio che caratterizza il centro del quartiere ormai è completamente ricoperto: sarà perché il granito permette anche l’uso dell’indelebile, non solo delle bombolette spray, fatto sta che i graffiti vecchi e nuovi si sovrappongono.

Il problema, però, è che la pulizia sarebbe a carico dei condomini, che per ora tentano di fare finta di niente.

«Non se ne è mai parlato nelle assemblee di condominio – dice – però è anche vero che spendere soldi in una pulizia non avrebbe molto senso, se prima non si fa opera di prevenzione e di controllo. In centro il problema è ormai sotto controllo, forse anche perché i vigili preposti lì sono più attivi, e poi ci sono più telecamere». Le telecamere di sorveglianza a Biumo sono due: quella pubblica che sta in mezzo all’incrocio di lago IV Novembre e quella del bar tabaccheria all’inizio di via Garibaldi. E sotto i portici della tabaccheria, in effetti, i graffiti sono praticamente assenti.

«Quando è nato il distretto del commercio, sei anni fa, avevamo pensato di mettere qualche telecamera in più – dice ancora Cameli – ma avremmo dovuto pagarla noi commercianti. Non l’abbiamo fatto, non ci sembrava giusto, perché è un problema che riguarda tutto il quartiere». In questo modo, Biumo è rimasta alla mercé dei graffitari.

E non solo: «Anche la “movida” ci mette del suo – dice , titolare del negozio Space Cash all’interno dei portici più tempestati dai writers – è un bene per il quartiere che ci siano bar aperti fino a tardi, ma scontiamo i disagi legati a bicchieri e bottiglie abbandonati sul marciapiedi, oltre all’urina che troviamo al mattino fuori dalla porta».

«Non so se le telecamere possano essere davvero utili, di sicuro qualche passaggio in più della polizia locale non farebbe male».

In via De Cristoforis i graffiti continuano: sui rivestimenti di pietra tra le vetrine dello studio veterinario, nel condominio d’angolo, una scritta con l’indelebile nero è stata cancellata: ci sono ancora i segni e già altre si stanno sovrapponendo.

Chi ha preso la cosa con ironia, invece, sono i gestori del Twiggy: ritrovatisi sul muro la scritta “zona antifa”, invece di tentare di cancellare il graffito hanno aggiunto due lettere, trasformando la scritta in un richiamo verso la propria cucina: la “zona antifame”, con tanto di forchetta e coltello disegnati vicino, è un modo per fare buon viso a cattivo gioco, e trasformare un danno in un’occasione per riderci su.n

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