Una coppia su 4 con fecondazione assistita avrà gemelli


Milano, 6 mar. (Apcom)
– Le coppie italiane che ricorrono alla
fecondazione assistita avranno due gemelli in un caso su quattro
e nel 5% dei casi un parto trigemellare, con tutti i rischi che
questo comporta, per la donna e per i bambini. Un trend opposto a
quello degli altri Paesi europei, dove ogni anno si registra una
lenta ma costante diminuzione delle nascite multiple, tanto che
l`incidenza di gravidanze trigemine è ridotta quasi allo 0%. In
Italia invece, dal 2004 non si è più registrato alcun
miglioramento. Sono le anomalie italiane, frutto della legge 40
del 2004, denunciate nel corso del tredicesimo Congresso mondiale
sulla riproduzione umana che ha riunito oltre duemila esperti a
Venezia.

Secondo il professor Pasquale Patrizio, direttore del Centro
della Fertilità dell`Università di Yale, una delle massime
autorità mondiali nel settore “è una norma che penalizza le
italiane e determina effetti paradossali: sono in crescita i
parti multipli nelle donne giovani (under 37) ed è aumentato il
numero di cicli necessari per ottenere le stesse chance di
successo, soprattutto nelle donne con più di 38 anni. Si tratta
di un`anomalia che ci vede da soli fra tutti i Paesi occidentali
e che costringe le donne ad un vero e proprio ‘esilio
riproduttivo'”

“Il nostro obiettivo è partire dai dati e dal raffronto con
altri Paesi per portare al legislatore elementi concreti in base
a cui valutare l`impatto delle norme adottate – afferma il
professor Andrea Genazzani, Direttore della Cattedra di
Ostetricia e Ginecologia all`Università di Pisa e presidente del
Congresso – All`estero si utilizzano tecniche di selezione degli
embrioni estremamente avanzate, tanto che le percentuali di
successo, anche con l`impianto di uno solo, raggiungono il 50%.
In Italia invece è vietato il congelamento degli embrioni”.

Secondo il professor Paolo Artini, presidente della Società
Italiana di Embriologia, l’unico aspetto positivo della legge “è
che ha spinto i nostri ricercatori ad affinare la ricerca sui
gameti, spermatozoi e ovuli, e a sviluppare in particolare la
vitrificazione degli ovociti. Tecnica che mostra i primi
incoraggianti risultati. Il resto del mondo guarda all`Italia
come avamposto per questa nuova metodica, che potrebbe portare
allo sviluppo di “banche” di ovociti, sia eterologhe che
omologhe, per preservare la fertilità”.

Dopo l`introduzione della legge 40 è cresciuto il fenomeno dei
viaggi per la fecondazione eterologa. A un anno dall`entrata in
vigore, il numero delle coppie che si erano recate all`estero era
quasi triplicato (3.610) e a fine del 2006 è cresciuto ancora
(4.173).

La fertilità è in calo in tutto il mondo industrializzato. Da
un lato, incide la sempre più elevata età della madre al parto:
se dai 17 ai 34 anni una donna perde il 20% della propria
capacità riproduttiva, da allora in poi le possibilità si
riducono del 10% ogni anno. Dall`altro incidono stress e
inquinamento. Se nel 1960 un uomo possedeva in media circa 100
milioni di spermatozoi per millilitro, oggi molti ne possiedono
solo 20 milioni. Le coppie sterili in Italia sono circa tre
milioni: di queste, in circa il 35,4% dei casi è l`uomo a
presentare il problema, nel 15% di entrambi i partner e nel 13,2%
è inspiegata.

Mon

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