Una donna sindaco a Varese? “Pronta, mi vuole la gente”

Una donna sindaco a Varese? “Pronta, mi vuole la gente”

VARESE «Sì». Luisa Oprandi ci starebbe, a fare il candidato sindaco per il Pd di Varese. E non perché glielo ha chiesto il partito. «Mi è stato chiesto dai cittadini – racconta la docente e consigliera provinciale – gente di estrazione più disparata, dal fruttivendolo al macellaio, all’insegnante al simpatizzante leghista». È iniziato tutto con una lettera mandata ai giornali da una signora di nome Carla prima dell’estate; scriveva che le sarebbe piaciuto avere Luisa Oprandi candidata sindaco. «Io non la conoscevo neanche, l’ho incontrata in seguito. Da quel momento in poi diverse persone hanno preso la cosa sul serio sostenendo lo stesso. Alcuni sono del Pd, molti altri non c’entrano niente con il partito». Così un paio di settimane fa l’insegnante del liceo Manzoni ha deciso di far presente la propria disponibilità a candidarsi per la sfida amministrativa alla guida della città giardino inviando una lettera ai principali esponenti dal partito a tutti i livelli, dai due parlamentari del territorio Marantelli e Rossi, ai due consiglieri regionali Tosi e Alfieri, al segretario provinciale, cittadino e fino al capogruppo in consiglio comunale. «È una richiesta che proviene dall’esterno e non mossa da una logica di partito – sottolinea – ma credo che l’idea della

città che ho io sia la stessa che vogliamo tutti. Chiunque sia il candidato è importante promuovere da subito un atteggiamento costruttivo; con questo intendo non sentirsi soltanto espressione di un partito ma di un’idea di Varese in cui si possono riconoscere tutti, compreso chi non fa parte del Pd». L’idea che sostiene Oprandi è quella di un’amministrazione che stia più a contatto con la gente di quanto non lo sia stato, secondo lei, Attilio Fontana fino a questo momento. «Premesso che è il mio sindaco, ne ho massimo rispetto e condividiamo alcuni valori, chiunque dovrà fronteggiarlo avrà davanti una dura sfida ma anche Fontana ha dei punti deboli. Mi sarebbe piaciuto ad esempio vederlo di più in mezzo alla gente, entrare nelle scuole a parlare con gli studenti, partecipare a qualche momento della vita di quartiere. Chi è forte di questa capacità di stare con i cittadini avrebbe la forza di porsi anche contro un sindaco come lui». Nessuna informazione invece le è giunta sugli altri possibili sfidanti del Partito Democratico. «Avrei preferito che la discussione uscisse nel partito prima che sui giornali, ma nell’assemblea cittadina non se n’è ancora parlato». Giovedì sera l’appuntamento è convocato, e potrebbe essere la volta buona.

s.bartolini

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