Una grande mamma. Esempio di tenacia

Quando la ricorrenza dell’8 marzo coincide con una perdita di una persona cara mi frullano i pensieri e inizio a riflettere.

Oggi più che ricordare e celebrare la festa della donna in generale, voglio ricordare una donna e grande mamma che, per chi l’ha conosciuta negli anni e chi come me solo negli ultimi quattro, è stata esempio di tenacia e di forza.

Una donna che di fronte alla malattia non si è mai arresa. Ed ha sempre combattuto come una leonessa; una donna che ha permesso ai suoi cinque figli di prendersi cura di lei come se lei fosse la figlia.

Una donna che sapeva farsi capire nonostante la malattia le avesse colpito la parola.

Una mamma che piangeva di gioia quando il figlio più piccolo la accompagnava a letto cantando a squarciagola le canzoni di Venditti e di Cocciante.

Una donna che amava guardare i film. Soprattutto quelli d’azione in cui si combatteva dall’inizio fino alla fine, proprio come lei: una combattente, una guerriera, una donna così forte che ha combattuto fino all’ultimo per rimanere qui, tra le persone che l’hanno sempre amata e accudita con un amore che non tutti probabilmente possono immaginare.

Ma purtroppo di fronte a certe mali, si può solo aspettare che il tempo passi lento e inesorabile; si può solo guardare impotenti la morte che piano piano si prende la vita delle persone che amiamo di più, quando invece vorremmo restassero sempre con noi.

Voglio ricordarti così, con il sorriso che avevi mentre mangiavi il tuo pasticcino preferito: ciao Enrica, proteggi tutti da lassù, oggi più che mai.