– Quando capitano tra le mani delle storie belle come questa, c’è solo una cosa da fare : raccontarle. Questa è la storia della serata che domenica, al Relais sul Lago, radunerà tanti amici attorno a un tavolo dove serviranno i ragazzi down dell’associazione +di21. Anzi, no: questa è la storia di tutto quello che sta dietro alla serata di domenica. Roba che merita d’essere scritta e letta, insomma. Anche perché è facile farsi contagiare dall’entusiasmo di una come Paola Frascaroli, che questa serata l’ha voluta e organizzata, e che è un fiume in piena. Letteralmente. «Sono gasatissima – dice – perché stanno succedendo tante cose e tutte bellissime. Questa serata è partita dal nulla e dal nulla si è messa a correre, accompagnata da tanti amici che ha trovato per strada. E se c’è una cosa che ho imparato da questa storia, è che spesso le cose semplici sono le più belle». Ecco: sentiamo cos’ha di tanto speciale questa serata. «La serata – continua Paola – ci sarà domenica e la racconteremo dopo. Per il momento mi piace parlare di quello che sta succedendo attorno alla serata con i ragazzi down. E sta succedendo che Varese è una città viva, nella quale le belle persone non mancano: io ho fatto un po’ di telefonate per chiedere una mano, sperando di non sentirmi chiudere il telefono in faccia, e ho trovato tante porte aperte». La Varese che non si tira indietro, non è male come titolo. «Sentite, io adesso voglio fare nomi e cognomi perché anche se questa gente non vuole apparire secondo me è giusto che certe cose si sappiano. È giusto che si sappia che Paolo Orrigoni
ha detto subito di sì e ci regalerà tutta la spesa per la cena. È giusto che si sappia che il sindaco Fontana, che avevo contattato per avere il patrocinio del comune, mi abbia messo in contatto con Paul & Shark che regalerà le camicie per i nostri “diversamente camerieri”, ma regalerà anche dei cardigan e delle giacche. È giusto che si sappia che il raviolificio Lo Scoiattolo ci fornirà la sua pasta e che il burrificio Prealpi ci darà burro e formaggio per condirla. È bello che una fotografa professionista mi abbia chiamato chiedendo di poter venire a scattare qualche foto e che un’altra persona abbia voluto regalare ai nostri ragazzi delle pashmine. E che il Caffè Teatro ci manderà degli illusionisti per intrattenere la gente tra una portata e l’altra. E ce ne sono altri, tanti altri». Esatto: Paola Frascaroli è un fiume in piena. Ma come mai tutta questa voglia di parlarne? «Perché spesso ci si lamenta del fatto che le realtà del sociale vengono lasciate da sole. E invece, forse, bisognerebbe solo avere il coraggio di aprirsi e chiedere mostrando un progetto concreto. Perché il mondo è pieno di gente meravigliosa». E allora, lasciamo a Paola la chiusura: se lo merita. «Venite, domenica sera: fidatevi. E portate i vostri figli, mostrategli la realtà delle persone con Sindrome di Down: mostrategli la loro bellezza. Io ho avuto uno zio down e da lui ho imparato che è importante farsi vedere per quelli che si è. Quando sono rimasta incinta a trentotto anni non ho voluto fare l’amniocentesi perché non me ne fregava nulla. Questi ragazzi sono splendidi e, come tutti gli altri, hanno il mondo in mano».













