Claudia Dumitru Paraluppi, fondatrice dell’associazione Laboratorio Ayurveda a Bizzozero e del blog laboratorioayurveda.blogspot.it, in queste settimane si trova nella giungla nera di Salgari, in Wayanad Kerala, tra le popolazioni tribali dell’India del sud, per approfondire la sua formazione. L’altro giorno la studiosa ha avuto l’opportunità di assistere al rituale della “camminata sulle braci ardenti”.
«Mi sono svegliata alle tre di notte e dalla mia stanza, che dà verso la giungla, ho sentito tamburi e canti in lontananza. Una sensazione di selvaggio, difficile da spiegare, mi ha inondato il corpo. Tra i suoni della giungla e i rumori dei riti, mi sentivo sommersa in un passato non del tutto sconosciuto – racconta Claudia – Alle 4 del mattino sono salita in auto con i miei compagni di esperienza. Eravamo in quattro con Shajeer, la nostra guida, un nativo da questa giungla che parla abbastanza bene l’Italiano».
«Dopo circa 20 minuti siamo arrivati al tempio dove il rituale era in pieno svolgimento. Vediamo gente che non partecipa ai riti, ma che è presente, anche se magari dormiente. Come accade in questi casi famiglie intere arrivano da lontano per assistere a questi riti, una sorta di purificazione spirituale attraverso un lungo viaggio e la successiva presenza».
«In mezzo ci sono uomini che suonano i tamburi e altri che ballano in una sorta di trance preparatoria per la svolta finale: la camminata sulle braci ardenti – continua Claudia – I ritmi forti e selvaggi fanno vibrare tutto il nostro corpo. Siamo gli unici stranieri ad assistere e avanziamo con rispetto, senza accendere le nostre macchine fotografiche. Vogliamo capire se e quanto la nostra presenza sia realmente ben accetta. Partecipanti e spettatori ci guardano e sorridono e pare che anche i nostri cellulari non diano fastidio».
«Dopo un po’ di tempo ci offrono una sedia e cominciamo a chiacchierare a suon di tamburo. Sono allegri, curiosi e gentili. Ci fanno vedere foto della loro famiglia e noi le nostre».
«Iniziano a quel punto le preparazioni di chi sarà coinvolto nella danza tribale. Si tratta di oleazioni, massaggi e cure che vengono date dai maestri. Poi ci spostiamo tutti per assistere alla vera parte forte della notte. Il rituale delle braci ardenti arriva alla conclusione di 41 giorni di riti di purificazione. Se camminando sulle braci i piedi non si bruceranno, vorrà dire che corpo, anima e spirito sono stati purificati totalmente. I primi a passare e saltare sul fuoco ancora rovente sono i tre partecipanti alle danze estatiche. Poi il calore della brace diminuisce di intensità; la calpestano uomini vestiti di nero, sottoposti anche loro alla purificazione. Successivamente passano sulle braci tutti coloro che se la sentono. Alla fine le braci sono sparse, molto fumanti. Pare che nessuno di coloro che le ha attraversate abbia sofferto o si sia ferito. Ce ne andiamo in silenzio, sbalorditi, ma contenti di essere stati partecipi e ben accetti».













