Una zona franca La risposta al Ticino

Una zona franca
La risposta al Ticino

Prende posizione il Governatore Roberto Maroni, il giorno dopo la vittoria del “sì” nel referendum elvetico contro i frontalieri. «Serve la zona franca – ha detto Maroni – per tutelare i lavoratori e mantenere gli ottimi rapporti con il Canton Ticino». Il Governatore ha poi assicurato che ne parlerà con il Premier Enrico Letta.

Il risultato della consulta svizzera divide però i sindaci del varesotto. Il primo a schierarsi a favore del risultato delle urne è il primo cittadino di Varese: «Ci si lamenta – ha detto Fontana – che c’è poca democrazia diretta, e ora che la democrazia diretta c’è ci si lamenta ancora». Contro il referendum altri sindaci, tra cui quelli di Luino, Lavena Ponte Tresa, Lozza e Induno Olona: «Gli effetti negativi – ha detto Adriana Fabian – si avranno sulle persone abituate ad andare a lavorare in Svizzera». «Il voto – ribadisce Maria Angela Bianchi – sarà un boomerang per i cugini elvetici. Per decenni hanno attirato i nostri professionisti pagandoli di meno rispetto ai cittadini svizzeri, e risparmiando sulla formazione ». «Porcata anti storica» invece per il luinese Andrea Pellicini.

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