Un’aquila reale a VareseHa 4 mesi e si chiama Lady

Un’aquila reale a VareseHa 4 mesi e si chiama Lady

VARESE E’ poco più di un “pullus”, nome con cui si indicano i piccoli di rapace, indipendentemente dalla razza a cui appartengono. Ma a vederla è un’aquila reale fatta e finita. Pesa 6 chili e ha un’apertura alare di 3 metri. È uscita dall’uovo 4 mesi fa e si chiama Lady. L’aspetto fiero, il becco giallo e gli occhi vispi incutono un certo timore, ma è un’animale docilissimo, nato in cattività in Croazia e allevato a mano. Scelto 3 mesi fa da una nidiata di tre aquilotti proprio per il carattere dolce. Quando passa il suo padrone, il signor Giambattista Lamperti, titolare dello Zoo Varese di Bobbiate, l’aquila lo richiama facendo un caratteristico verso, che pare un pigolio amplificato. «Significa che ha fame» spiega Lamperti. Suddivisi in più pasti, ogni giorno si pappa tre quaglie, ogni tanto integrate con del coniglio. Placato il grande appetito, Lady si lascia fare addirittura i grattini sulla testa, in segno di gratitudine. Per ora l’animale alloggia a due passi dal negozio, all’ombra di alcune

piante, legata ad un trespolo ad arco rivestito di erba sintetica. Quello che ci vuole per prevenire i calli alle zampe, una patologia di cui soffrono gli uccelli in cattività. A crescita ultimata, Lady traslocherà in una grande voliera, dove le faranno compagnia altre specie di rapaci. Da sola, infatti, rischierebbe di soffrire la solitudine. «Non va bene metterla subito nella voliera, altrimenti si ferirebbe andandoci a sbattere contro» spiega Lamperti. A poco a poco sarà addestrata: imparerà a “venire al pugno” al fischio del proprietario.Nel futuro di Lady, però, non è prevista una carriera nella falconeria, né un futuro nella caccia al capriolo che in Italia è vietata. Neppure sfilerà nelle parate medioevali, sulla spalla di qualche signore a cavallo. Da grande Lady farà l’aquila da compagnia e da riproduzione. «Le persone spesso mi accusano di crudeltà quando vedono i rapaci legati. In realtà si tratta di animali rari, in qualche caso in via di estinzione, che grazie agli allevatori hanno la possibilità di riprodursi» spiega Lamperti. Adriana Morlacchi

e.marletta

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