VARESE Il nemico comune si chiama astensionismo. La città di Varese non affrontava un turno ballottaggio dal 1997, quando a sfidarsi furono la Lega in solitaria e il Polo per le libertà. Dopo 14 anni, sarà difficile portare la gente a votare, visto la progressiva e costante disaffezione alle urne. Se si calcola poi che già 14 anni fa, tra il primo ed il secondo turno, andarono a votare 10mila persone in meno, rischia di profilarsi un gioco al massacro. I varesini, al contrario degli abitanti delle grandi città, non sono soliti recarsi alle urne in massa a distanza di due settimane. E se nel ’97 ci fu un calo del 20%, tra una settimana l’astensione potrebbe essere ancora maggiore. Nel ’97 la partita era infatti molto più combattuta: a sfidarsi erano tre grandi soggetti politici, Lega, centrodestra e centrosinistra. Erano gli anni della grande mobilitazione leghista. E anche l’anno in cui il centrosinistra, rimasto escluso dal ballottaggio, pur di non far vincere il Polo per le libertà (l’odierno Pdl), diede ufficiosamente indicazione di voto per i lumbard. Rispetto al ’97 la popolazione è naturalmente diminuita. Non eccessivamente, visto che dal ’91 al ’01 si è passati da 85mila ad 80mila
abitanti, quindi in linea con l’attuale. Quindi la dimuzione di popolazione potrebbe non incidere più di tanto sul numero di votanti. Al primo turno di queste comunali si sono recati alle urne 42.210 cittadini, su un totale di 65.846 aventi diritto. Una percentuale del 64,1%. Al primo turno del ’97 gli elettori totali che si recarono all’urna furono ben 51.266, circa 9 mila in più di adesso. Ma al ballottaggio tra Aldo Fumagalli (Lega) e Riccardo Broggini (Polo per le libertà) ci fu una brusca discesa: solo 40.298 votanti, circa 11mila persone in meno tra primo e secondo turno. Ora, questo dato può essere letto con il fatto che il centrosinistra rimase escluso dal ballottaggio solo in parte. Perché come voti complessivi, rispetto al primo turno, sia Fumagalli che Broggini guadagnarono terreno: Fumagalli passò da 17.236 voti a 21.623, oltre 4mila voti in più; Broggini da 16.987 a 18.675, poco meno di 2mila in più. Se si tiene conto che le liste minori, ovvero Fiamma Tricolore e Italia Futura in Europa, presero insieme 1.736 voti, significa che circa 4mila elettori dei 15.307 del centrosinistra andarono comunque a votare e scelsero uno dei due schieramenti del ballottaggio. Marco Tavazzi
s.bartolini
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