Roma, 21 giu. (TMNews) – L’hanno chiamata la “tassa sugli hamburger”, poi “tassa sulle patatine”. Di certo, fa polemica la volontà del governo ungherese d’imporre una tassa sui prodotti alimentari considerati non sani. Secondo quanto riferisce oggi il giornale economico online Portfolio.hu, l’Associazione dei commercianti ungheresi (OKSZ) ha denunciato che tale imposta potrebbe avere come effetto collaterale lo sviluppo di un mercato nero.
La tassa andrebbe a puntare sulle compagnie che immettono nel
mercato prodotti che superino i limiti di legge stabiliti per la
quantità di zucchero, sale o caffeina. Secondo OKSZ, questa
tassa, alla fine, andrebbe a ricadere sul prezzo al consumo dei
prodotti, producendo un calo delle vendite, il che sarebbe in
fondo negli obiettivi del governo. Solo che, sempre secondo la
confcommercio magiara, contestualmente si produrrebbe un aumento
della “speculazione e dell’evasione fiscale” su quei prodotti e
un aumento degli ungheresi che “compreranno questi prodotti
all’estero, specialmente quelli che viaggiano o che vivono nei
pressi dei confini”.
A venire colpiti saranno buona parte dei dolciumi comerciali, i soft-drink, ma anche gli snack, il caffé, le marmellate, le basi per le zuppe (nella patria del goulatsch) e, ovviamente, le patatine.
Mos
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