Da oggi entra in vigore la Cirinnà. Si tratta della legge approvata l’11 maggio scorso che riconosce le unioni civili alle coppie gay e le convivenze alle coppie di fatto. Qualche coppia varesina si è già rivolta all’Arcigay per sapere cosa bisogna fare per «cirinnarsi», termine usato ufficiosamente da, presidente dell’Arcigay di Varese, al posto di «sposarsi». Si perché un verbo che, con una sola parola, indichi «formalizzare un’unione civile» ancora non c’è. Così come manca un decreto attuativo con le istruzioni necessarie per celebrare le unioni. «Il consiglio che abbiamo dato è quello di aspettare – dice Boschini – È vero che la legge è in vigore da oggi, ma mancano i decreti attuativi (da emanare entro 30 giorni) e il via libera della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato. In pratica, senza decreto, non si sa come nella pratica debbano essere formalizzate le unioni; la procedura di registrazione per essere valida deve essere omogenea in tutta Italia». E ancora: «Anche gli esperti dicono di aspettare perché la coppia può riuscire effettivamente a “sposarsi”, ma la procedura potrebbe risultare successivamente nulla se non in linea con i decreti attuativi». Per ora hanno scritto all’Arcigay di Varese due o tre coppie intenzionate a costituire un’unione civile. Tra queste, c’è una coppia di che convive da 25 anni. «Penso che in tutta la provincia un centinaio di coppie potrebbe essere interessata alla Cirinnà.
Bisogna vedere se le coppie vogliono andare subito in Comune e firmare, oppure se desiderano programmare una cerimonia con più calma – continua il presidente dell’Arcigay – Penso che ben poche coppie firmeranno e basta, i più faranno una festa. Alla fine, i diritti e i doveri di una unione civile sono gli stessi di un matrimonio vero e proprio, a parte l’adozione». Proprio come un matrimonio vero e proprio, anche l’unione civile richiederà alle parti di presentarsi davanti a un ufficiale civile e a due testimoni. La coppia potrà scegliere di portare lo stesso cognome. «Alcune coppie hanno già fissato la data delle nozze alla fine dell’anno o nel mese di ottobre – continua Boschini – Si sono prese del tempo per pensare alla festa, alle bomboniere e a tutti i particolari. Nel frattempo, tutto sarà più chiaro anche dal punto di vista legislativo». Per quanto riguarda la convivenza di fatto, è possibile siglare il contratto rivolgendosi a un avvocato o a un notaio: sarà il professionista a registrare il contratto all’anagrafe di residenza dei conviventi. Si stima che le prime convivenze arriveranno una decina di giorni, non prima. Il comune di Varese, alle prese in questo periodo con la consultazione elettorale, l’altro ieri ha ricevuto la Circolare del Ministero. Palazzo Estense si dichiara pronto, ma a ieri mancava ancora la maschera informatica in cui inserire i dati per produrre i certificati.













