Unità d’Italia, Ciampi: Nel governo c’è chi frena

Unità d’Italia, Ciampi: Nel governo c’è chi frena


Roma, 21 ago. (Apcom)
– Sulle celebrazioni per i 150 anni
dell’Unità d’Italia per cui il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha chiesto risposte concrete alcuni ministri
“impongono di non decidere niente”. E’ il presidente emerito
Carlo Azeglio Ciampi, che è alla guida del Comitato dei garanti
per l’evento, a difendere le posizioni del Colle in un colloquio
con ‘La Stampa’.

“Alla prima riunione importante del nuovo organismo – ricorda
Ciampi – c’erano tutti ma mancava un rappresentante del
governo…. Sta di fatto che quando si tratta di lanciare qualche
iniziativa più propria, ecco che mancano i soldi, prima per la
crisi economica mondiale, poi per il terremoto in Abruzzo…
Tutte ragioni serissime, ma io non credo sia un problema di
soldi”. Una questione, quella delle risorse, che “rischia di
diventare una specie di pretesto per coprire un fastidio
politico”.

“E’ stata senz’altro positiva la sollecitazione del presidente
Napolitano che mi ha fatto gentilmente avere una copia della
lettera inviata al governo – conclude Ciampi – e da cui attende
una risposta. Non è una cosa curiosa questa?”.

Anche nel Pdl c’è qualche mal di pancia a proposito delle uscite del Carroccio. “Quelle di Bossi e Calderoli non sono
boutade estive ma il tentativo di imporre una nuova egemonia
culturale. Non possono essere i leghisti a dettare l’agenda in
vista dei 150 anni dell’Unità d’Italia”, così l’aennino Adolfo Urso,
segretario della Fondazione Farefuturo, boccia, intervistato sempre dalla Stampa, le ultime uscite del Carroccio.

“Posso capire – spiega – che a scuola si possa studiare la
cultura locale ma non che si voglia portare indietro la
Costituzione attribuendo ai dialetti la stessa dignità
dell’italiano. Oggi i giovani vogliono imparare l’inglese…”.
Insomma, conclude, “il Pdl deve fare un proprio lavoro culturale
perchè l’edificio politico non può reggersi sul leaderismo di
Berlusconi”.

Cep

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