Unita d’Italia, La Padania: Che c’è da festeggiare?

Unita d’Italia, La Padania: Che c’è da festeggiare?


Roma, 10 ago. (Apcom)
– “Unità d’Italia, cosa c’è da
festeggiare?”. E’ il titolo di un editoriale pubblicato in prima
pagina sul quotidiano leghista La Padania.

“Come era prevedibile – si legge nell’articolo – la polemica
sull’identità italiana e sullo spirito nazionale, connessa ai
quantomeno sfilacciati programmi celebrativi del
centocinquantenario dell’unità (1861-2011), è proseguita. In
taluni casi leggendo addirittura la storia come se fosse una
sfida sportiva. Anche per effetto delle sollecitazioni politiche
del partito del Sud in seno alla maggioranza essa si è
focalizzata sul rapporto tra la questione settentrionale e
questione meridionale”.

Tuttavia, osserva la Padania, “nella realtà delle cose,
paradossalmente, fu proprio l’Unità a creare la frattura
territoriale Nord-Sud, cioè a disvelare una radicale diversità
culturale e sociale, economica e produttiva, davvero
inconciliabile, che divenne sorgente di divisione, non già di
unione”.

La nascita dello Stato italiano “fu un atto contro natura, contro la storia ed è perciò che, osservato dal nostro presente, appare ormai come un relitto storico da superare e da rifondare attraverso il federalismo, ordine politico indubbiamente più adatto e anche più funzionale all’anima vera e profonda del Paese”.

“Il Risorgimento e l’unificazione – scrive La Padania –
costituiscono delle vicende storiche senza dubbio rilevanti che
tuttavia si configurano come una deriva, uno slittamento, una
nota stonata, un’anomalia rispetto alla traiettoria della storia
che osservata nella lunga durata ci parla di un’essenza
pluralista delle nazioni e dei popoli della penisola”.

Luc

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