Unità d’Italia/ Padania all’attacco:Loro festeggiano,il Nord paga

Unità d’Italia/ Padania all’attacco:Loro festeggiano,il Nord paga

Roma, 15 mar. (TMNews) – Attacco della Padania alle celebrazioni
per i 150 dell’Unità d’Italia: “Il Nord paga più di tutta Europa,
il resto d’Italia festeggia”, è il titolo di prima pagina
dell’edizione di oggi accompagnato da un articolo del
vicegovernatore leghista della Lombardia Andrea Gibelli che
questa mattina ha disertato il momento dell’intonazione dell’Inno
di Mameli prima del Consiglio regionale. “Una pagliacciata”,
bolla il tutto il Pd.

Il quotidiano del Carroccio dedica le pagine 2 e 3 al tema
denunciando: “Loro festeggiano…e noi paghiamo” in un articolo
in cui viene riproposto uno storico manifesto leghista che
recitava “Paga e taci, somaro lombardo, per te è già pronta
l’accusa di razzismo” e l’interrogativo: “Ma che cosa ci sarà da
festeggiare in Lombardia?”.

“Chi non riconosce lo Stato che governa – afferma in una nota
Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati del Pd – dovrebbe
trarne le conseguenze. Non si può essere ministri, governatori,
sindaci, assessori, consiglieri di un esecutivo nazionale, di una
regione, di una provincia e di una città se non si approva
l’ordinamento dal quale queste articolazioni discendono. E così
oggi, dal titolo della Padania al comportamento dei consiglieri
della Lega durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli in apertura
dei lavori del consiglio regionale lombardo, il partito di Bossi
ha dimostrato di essere indegno delle istituzioni che occupa”.

“I leghisti eletti in Lombardia che oggi hanno preferito uscire
dall’aula del consiglio del Pirellone (soltanto il presidente del
Consiglio regionale Davide Boni, che tuttavia vestiva cravatta e
fazzoletto verde, ha seguito l’esecuzione dell’Inno a braccia
conserte e a testa bassa) – sottolinea Maran – dovrebbero
mettersi d’accordo con loro stessi e ricordare che il
federalismo, il regionalismo non sono un altro stato, ma tecniche
di governo per avvicinare le istituzioni ai cittadini”.

“Così – conclude Maran – mentre il Presidente della Repubblica ci
ricorda che nella nostra Costituzione coesistono autonomia e
indivisibilità assistiamo, ancora una volta a una pagliacciata
sempre e soltanto in nome della visibilità e, magari, di qualche
voto in più alle prossime amministrative”.

ALE

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