Università in centro, Galimberti cambia linea e apre al confronto con l’Insubria

Dopo aver escluso l’ex caserma Garibaldi, il sindaco ora propone un tavolo per trovare nuovi spazi all’ateneo nel cuore della città

Sul futuro dell’Università dell’Insubria nel centro di Varese arriva una decisa inversione di rotta da parte del sindaco Davide Galimberti.

Dopo aver inizialmente sbarrato la strada all’ipotesi di portare alcune aule dell’ateneo nell’ex caserma Garibaldi, il primo cittadino ora apre alla possibilità di individuare nuovi spazi per lo sviluppo dell’università e si dice disponibile ad avviare un tavolo di confronto con la rettrice Maria Pierro.

Un cambio di posizione che arriva mentre in città cresce la spinta – da parte di istituzioni, associazioni e mondo economico – per rafforzare la presenza universitaria nel centro di Varese.

Dal “niet” alla disponibilità al dialogo

Solo poche settimane fa il Comune aveva respinto l’ipotesi di utilizzare l’ex caserma Garibaldi per ospitare alcune attività didattiche dell’Insubria. Una chiusura netta che aveva suscitato perplessità e critiche in diversi ambienti cittadini, convinti che la presenza dell’università nel cuore della città rappresenti una leva strategica per rivitalizzare il centro storico.

Ora però la linea sembra cambiata.

«Il Comune di Varese è disponibile a partecipare a un tavolo di confronto per condividere le idee di sviluppo dell’ateneo per i prossimi anni – afferma Galimberti – e per individuare spazi idonei da mettere a disposizione dell’università in funzione del piano di sviluppo e dei nuovi eventuali corsi».

Una disponibilità che suona come una marcia indietro rispetto alla precedente chiusura.

La pressione della città

Il tema è tornato al centro del dibattito dopo le parole della rettrice Maria Pierro, che ha evidenziato la necessità di nuovi ambienti per accompagnare la crescita dell’Insubria, soprattutto nel centro cittadino.

Negli ultimi anni alcune attività sono state ospitate negli spazi messi a disposizione dalla Camera di Commercio, ma l’espansione dell’ateneo richiede ulteriori sedi.

Nel frattempo, in città si è rafforzata la convinzione che una presenza universitaria stabile nel cuore di Varese possa rappresentare un fattore decisivo di rilancio urbano, capace di portare studenti, servizi e nuove opportunità economiche.

Una pressione diffusa che sembra aver contribuito a spingere l’amministrazione comunale a rivedere la propria posizione.

Un tavolo per il sistema universitario del territorio

Secondo il sindaco, il tavolo di confronto potrebbe servire anche per ragionare in modo più ampio sul sistema universitario dell’area tra Varese e Milano.

«Sarà questa anche l’occasione – spiega Galimberti – per analizzare dinamiche, connessioni e possibili collaborazioni tra i poli universitari lungo la direttrice Varese-Milano», con riferimento in particolare alla Liuc di Castellanza e al Mind – Milano Innovation District.

Resta però il dato politico: dopo il “niet” iniziale, ora Palazzo Estense apre alla trattativa. Segno che il tema dell’università in centro, ormai, è diventato difficile da ignorare.