Roma, 14 lug. (Apcom) – Ha avuto ottenuto il clamore ed i consensi attesi l’iniziativa della `notte bianca’ organizzata a partire dalle 21 di ieri da docenti, ricercatori e studenti della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università La Sapienza di Roma contro i tagli all’università pubblica e le novità contenute nel ddl di riforma accademico all’esame del parlamento: sul `carro’ dei contestatori delle novità introdotte dal governo ora c’è anche Luigi Frati, il rettore dell’ateneo romano che appena pochi giorni fa aveva definito la protesta “folkloristica”.
“Le mie parole – ha dichiarato Frati commentando l’esito dell’iniziativa – sono state espresse solo per attirare attenzione: è vero che c’è una parte di personale che non ha ancora fatto cenno sulla produzione degli ultimi cinque anni e per questo chiederemo spiegazioni, ma rimane il fatto che la situazione dell’università pubblica è grave. Si continuano ad attuare dei finanziamenti e se non si attueranno delle vere riforme strutturali si rischia di non aprire a settembre. Per questo- ha concluso il rettore della Sapienza – appoggio la protesta”.
L’iniziativa notturna ha riscosso un successo mediatico e di presenze oltre le aspettative: agli esami (“semplici colloqui” precisa Frati) si sono presentati una quarantina di docenti ed oltre 200 studenti: due delle verifiche svolte, nei giardini e nei corridoi di facoltà, erano anche scritte. Tra i fautori della protesta (“facciamo gli esami al buio – hanno scritto – perché così è ridotta l’università italiana”) c’erano anche diversi presidi di altre facoltà: sarebbero stati loro a convincere Frati, durante l’ultimo Senato accademico, a cambiare posizione.
I più agguerriti, oltre ai responsabili delle facoltà umanistiche, sarebbero gli accademici di Sociologia, Scienze della comunicazione, Economia ed Ingegneria. Diversi docenti e ricercatori avrebbero già dato l’assenso. E la maggior parte degli studenti sono con loro.
Alg/Cro
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