New York, 7 feb. (Apcom) – L’accordo di massima raggiunto al
Senato americano su una versione del pacchetto di stimoli
economici proposto dal governo Obama per un ammontare di 827
miliardi di dollari, prepara il terreno ad uno scontro politico
con la Camera dei Rappresentati.
Ieri sera un gruppo di repubblicani moderati ha raggiunto un
accordo con la Casa Bianca e i leader democratici, che
virtualmente garantisce il passaggio delle legge al Senato entro
pochi giorni. Mentre durante tutta la giornata di oggi i senatori
di entrambi i partiti si sono radunati per una rara sessione di
sabato, i parlamentari guardano già oltre il Senato e si
preparano ad affrontare le reazione della Camera ad una proposta
che elimina circa 100 miliardi di dollari dalla versione
iniziale. Un voto al Senato potrebbe arrivare lunedì o martedì.
Il valore della versione del Senato è infatti di 827 miliardi di
dollari, una brusca riduzione rispetto ai 920 miliardi di dollari
proposti all’inizio della settimana. La versione della Camera
mette un’enfasi maggiore sull’aiuti agli stati e località,
sull’evitare tagli su larga scala nei servizi e il licenziamento
degli impiegati pubblici. È quindi verosimile che lo scontro
principale sarà sui 40 miliardi di dollari che il Senato ha
tagliato da quel provvedimento.
La maggior parte dei senatori repubblicani resta contraria alla
soluzione di compromesso, considerandolo tropo costoso e
inefficiente. Architetti del compromesso di ieri sono stati i
repubblicani Susan Collins del Maine, Arlen Specter della
Pennsylvania, e il democratico del Nebraska Ben Nelson.
Il piano del Senato è centrato maggiormente sui tagli fiscali,
ed è molto meno generoso in termini di sussidi per la sanità e ai
disoccupati. Una riduzione chiave delle voci di spesa rispetto
alla legge arrivata in Senato all’inizio della settimana sono 40
miliardi di dllari tagliati dal “fondo di stabilizzazine fiscale”
per i governi degli stati.
Fsn-Emc
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