New York, 21 mar. (Apcom) – La Camera dei Rappresentanti
statunitense voterà oggi una serie di emendamenti alla riforma della Sanità approvata dal Senato la vigilia di Natale: un voto che potrebbe dare finalmente a Barack Obama l’obbiettivo di approvare una grande riforma interna sulla quale la sua Amministrazione ha scommesso molto, anche a discapito di questioni che l’opinione pubblica considera più urgenti come la disoccupazione.
“Ce la faremo”, ha detto ieri il presidente
Barack Obama ad una delegazione di deputati democratici riuniti
in un centro del Congresso alla vigilia dello storico voto della
Camera dei rappresentanti sulla riforma della Sanità. “Il voto è
il passo più importante mai fatto in materia di sanità dalla
creazione di Medicare”, ha detto ancora Obama ai deputati che
hanno accolto con un caloroso saluto l’arrivo del presidente che
ha messo in agenda una puntata a Capitol Hill per convincere
i più riluttanti a votare a favore della sua riforma. Obama era
affiancato da Nancy Pelosi, presidente della Camera, e dal
capogruppo democratico al Senato, Harry Reed.
Per quel che riguarda l’iter di approvazione della legge, la
Costituzione americana impone che i due rami del Parlamento
approvino un identico disegno di legge (che va quindi
armonizzato, se i testi sono diversi come accade in questo caso)
nella stessa lettura perché questa possa essere firmata dal
Presidente: la Camera passerà così il testo del Senato per poi
aggiungervi una serie di emendamenti e correzioni. Il quorum è di 216 voti: l’esito è ancora incerto e sarà una battaglia
all’ultimo voto.
La riforma consente a 32 milioni di americani che oggi
non hanno alcun accesso a cure mediche di sottoscrivere una
polizza assicurativa con una compagnia privata. Pagando il
premio, non dovranno in caso di malattia pagare di tasca propria
prestazioni mediche, ospedaliere o medicinali. Il costo stimato è di 940 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.
Red/Kat
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