New York, 27 gen. (Apcom) – Fino ad oggi, nei momenti di grande
difficoltà Barack Obama se l’è cavata con uno straordinario
discorso, di quelli che fanno sognare. Questa notte avrà
l’occasione per saldare il conto del suo primo anno alla Casa
Bianca, un anno cominciato con l’America che pendeva dalle sue
labbra e che ora sembra avergli voltato le spalle. Nel suo primo
vero discorso sullo stato dell’Unione, trasmesso a reti unificate
dai principali network americani nell’ora di massimo ascolto, il
presidente dovrà convincere democratici, repubblicani e
indipendenti a credere ancora in lui.
Gli addetti ai lavori scommettono che non ci riuscirà. Non è con
le parole che il presidente riuscirà a scacciare il più
minaccioso dei fantasmi della sua presidenza, l’emorragia di
posti di lavoro che continua anche se la recessione è ormai agli
sgoccioli. La disoccupazione è al 10 per cento, contro il 7 per
cento di dodici mesi fa, quando Obama è arrivato alla Casa
Bianca, cinque milioni di posti di lavoro persi. Di più, il 2010
è un anno elettorale: a novembre gli americani voteranno per
rinnovare la composizione della Camera e un terzo dei seggi del
Senato e il clima politico avvelenato potrebbe costare ai
democratici la maggioranza al Congresso.
Sul piano politico la grande impresa di Obama è rassicurare i
colleghi di partito in vista del voto e in questo modo
convincerli ad appoggiare anche nei prossimi mesi il suo
ambizioso programma di riforme, soprattutto quella –
impopolarissima – della sanità.
Obama ci prova, con un colpo al cerchio e uno alla botte. Alla
sinistra democratica promette una serie di iniziative a sostegno
delle famiglie e dei lavoratori. Sgravi fiscali per chi manda i
figli all’asilo, sconti sui prestiti agli studenti per pagare le
spese universitarie, e incentivi per gli accantonamenti
pensionistici. Alla destra democratica, i cosiddetti ‘blue dog’,
Obama regala la promessa di congelare la spesa pubblica per i
prossimi tre anni per ridurre il deficit federale. Ma in
qualsiasi direzione si muova il presidente pesta qualche piede:
il congelamento della spesa, proposto da John McCain in campagna
elettorale e bocciato da Obama, ha già sollevato un polverone di
polemiche.
VGP
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