Usa;Riflettori puntati su zia di Obama che rischia deportazione

Usa;Riflettori puntati su zia di Obama che rischia deportazione


Roma, 26 mar. (Apcom)
– Negli Stati Uniti c’è grande attenzione sul modo in cui le autorità gestiranno il caso di “Auntie Zeituni”, la zia del presidente Barack Obama che rischia la deportazione, in quanto immigrata illegale. Il destino della donna – che ha fatto parlare molto di sè lo scorso autunno, in occasione delle elezioni presidenziali che hanno incoronato poi suo nipote – sarà deciso in un’udienza a porte chiuse fissata per il prossimo primo aprile.

“Il caso è insolito nella storia americana, in quanto si tratta di un parente del presidente Usa che ha problemi con le leggi che regolano l’immigrazione – ha detto intanto Mark Krikorian, dirigente del Centro per gli studi sull’immigrazione che ha sede a Washington, in un articolo pubblicato oggi sul sito Drudge Report – Per la Casa Bianca, la questione può essere un’opportunità o un campo minato. Se deciderà di attenersi alla decisione di una sua deportazione, aumenterà davvero la credibilità del presidente sull’esecuzione delle leggi sull’immigrazione”. Dal canto suo Obama ha detto di non essere coinvolto nel caso che, stando a quanto riferito dal portavoce della Casa Bianca Ben LaBolt, dovrebbe seguire dunque il suo corso. Ma i critici già incalzano, e tengono il caso sott’occhio, temendo che alla fine la zia Zeituni riuscirà a farla franca proprio per la parentela con il presidente.

Zeituni Onyango è la sorellastra di Barack Obama Sr., il padre per la maggior parte assente nella vita del presidente, che è morto in un incidente stradale nel 1982. Obama ha incontrato sua zia durante un suo viaggio in Kenya nel 1988, e ha parlato di lei nel suo libro del 1995 “Dreams from My Father”; il presidente ha però detto di non essere stato a conoscenza dei problemi che sua zia ha avuto con le leggi sull’immigrazione.

La zia, che ha quasi 60 anni, è arrivata negli Stati Uniti nel 2000 per cercare lavoro e per avere una vita migliore. Il primo ordine di deportazione è scattato nel 2004, ma la donna è rimasta comunque nel paese. “E’ una donna molto simpatica che vuole vivere la sua vita – ha detto la sua vicina di casa Aida Ramos – Visto che è la zia di Obama è al centro di un’attenzione che non voleva neanche”.

Ora la sua speranza è quella di vedere accolta la richiesta di asilo negli Stati Uniti. Il suo caso sarà esaminato dal giudice Leonard Shapiro di Boston, città in cui la zia del presidente vive. Shapiro ha rifiutato il 68 delle richieste di asilo che gli sono arrivate tra il 2002 e il 2007.

La zia di Obama ha perso molte battaglie per rimanere negli Stati Uniti legalmente. La prima è stata nel 2003, quando un giudice le ha ordinato di lasciare il paese; ricorsa in appello, la donna ha subito la sua prima sconfitta. Un altro tentativo seguito successivamente è stato seguito da un altro ordine di deportazione, arrivato nell’ottobre del 2004.

Usa1

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