«Vado al cinema e vi faccio ridere. Ma non ditemi di fare il sindaco…»

A tu per tu con Massimo Boldi, che anticipa il Natale in sala con “Matrimonio al Sud”: «Entrare in politica? Forse a Milano. Rivalità con il Meridione? Sempre, ma pacifica»

Massimo Boldi sindaco a Varese? No, preferisce la poltrona di un cinema nostrano. L’attore luinese torna sul grande schermo, giocando d’anticipo sulla stagione dei Cinepanettone. Questa volta niente Natale, ma un “Matrimonio al sud” – in sala dal 12 novembre – nel quale interpreta il personaggio del milanese doc, diventato ormai una maschera, come Pulcinella o Balanzone: «Ogni personaggio che è dedicato alla propria zona alla propria città, – spiega il Max Cipollino nazionale – ha delle

caratteristiche tipiche che lo identificano. Il mio personaggio, Lorenzo Colombo, è un milanese ganzo: un po’ “bauscia”, un po’ spaccone, ma fondamentalmente è un buono. È talmente fedele alle proprie tradizioni che per lui è davvero un dolore pazzesco scoprire che il figlio si sta per sposare con una “terruncella”». L’attore, nato sul lago Maggiore, nel film interpreta il suo industriale lombardo allergico a tutto ciò che arriva da sotto il Po, promette di far faville al botteghino.

Assolutamente, anche se è una rivalità pacifica e serena, però esiste da sempre.

Sì, ma soprattutto per il fatto che il matrimonio, come il Natale, rappresenta un momento di gioia e felicità che coinvolge tutta la famiglia. Io per tanti anni ho fatto film che parlavano del Natale.

È stata una lavorazione molto allegra e coinvolgente per tutti, abbiamo trovato una grande armonia. Nell’ottica di dover realizzare ogni giorno una scena divertente, ognuno di noi ci metteva del proprio, improvvisando e magari aggiungendo battute non scritte sul copione oppure ascoltando il regista Paolo Costella nelle sue indicazioni. Abbiamo fatto tutto divertendoci noi per far divertire il pubblico,da nord a sud.

Diciamo innanzitutto che nel film sono loro gli sposi e intorno alla loro decisione di sposarsi che ruota tutta la storia del film. Trovo che le nostre siano generazioni diverse; sono dei lavoratori dello spettacolo bravi e sono da apprezzare in quanto, orientandosi verso il cabaret che è una forma di spettacolo molto particolare, riescono ad essere,ognuno a suo modo, dei pezzi unici. Hanno dato un’impronta al film molto importante, soprattutto per i giovani.

No, non è una sfida, ma è un piacere il cercare di anticipare le risate in sala a novembre rispetto a quello che poi sarà il “caos” dei film natalizi. Infatti il mio motto da qualche anno è: “Per ridere non aspettare Natale!”.

Perchè il pubblico non deve perdersi il film?

Per la voglia di passare qualche ora di spensieratezza e divertimento. Bisogna cercare di divertirsi e cercare di avere dei momenti di serenità. E, in questo, caso il divertimento è assicurato per tutta la famiglia, davvero.

Dice che al posto di fare un altro film potrei buttarmi sulla politica (ride)?

Uhm… mi faccia pensare… Fare delle nuove sale cinematografiche a Milano.

Ahahahaha (ride di nuovo)! No, no, ma verrò a Varese al cinema!