«Ero sul treno e un ubriaco ha tentato di baciarmi. Era sabato ed erano più o meno le 18. Vicino a me non c’era nessuno e, anche se non era sera tardi, mi sono spaventata».
Questa è la testimonianza di una bella ragazza di poco più di vent’anni che utilizza parecchio i treni, soprattutto nella tratta Varese Malnate. «I problemi iniziano al mattino alle sette, quando salire è un problema perché i vagoni sono pieni di studenti e bisogna fiondarsi dentro, altrimenti si rischia di rimanere a piedi – continua Sara – Per finire alla sera, quando ogni tanto ci si trova in brutta compagnia».
Che le cose stiano così è testimoniato da , che in più lamenta anche i ritardi: «Oggi è una giornata fortunata perché il treno è in ritardo solo pochi minuti – racconta – Altre volte le attese sono molto lunghe».
«A me non è mai successo niente, ma conosco persone a cui è stato rubato il portafoglio» dice , un pendolare delle Nord. I furti sui treni si verificano “a ondate”, con una filosofia che ricorda gli assalti alla diligenza visti nei film. I ladri – soprattutto zingari – prendono di mira un convoglio e cominciano a saccheggiarlo, per cambiare obiettivo non appena le persone derubate denunciano l’accaduto e i vagoni bersagliati diventano oggetto di sopralluoghi extra della Polfer che, con le risorse a disposizione, pattuglia treni e stazioni tutti i giorni, dalle 6.45 fino all’una di notte.
«Gli ubriachi sono un problema nella tratta Milano Varese, sul treno che parte da Cadorna alle 20.19» dice Sara, una ragazza albanese. «Consola sapere che sono così pieni di alcol che non si reggono in piedi, di conseguenza se si dovessero avvicinare basterebbe spintonarli e cadrebbero per terra. Ormai sono abituata e non mi spavento neppure più. Sulla tratta che va a Laveno vedo sempre poliziotti, ce ne vorrebbe qualcuno in più anche sul treno che parte da Milano, perché spesso mi sento poco sicura. Poi non succede niente, ma vorrei fare viaggi più sereni».
«Mia figlia ha 28 anni, prende il treno a Cadorna alle 20.19 e più volte ha incontrato persone ubriache fradice – racconta Francesca – Per evitare problemi, cerca di fare il viaggio nelle vetture di testa. Dall’idea che mi sono fatta, quelle persone sono sì ubriache, ma anche scaltre, perché sanno su quali treni salire per non farsi fermare dai controllori».
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