BREZZO DI BEDERO – Scritte sulle postazioni della Prima guerra mondiale, panchine e tavoli imbrattati, pali segnaletici presi di mira. La Linea Cadorna di Brezzo di Bedero è stata danneggiata da una serie di atti vandalici sui quali sono ora in corso accertamenti.
A rendere pubblico quanto accaduto è stata la pagina Facebook “Brezzo di Bedero, Linea Cadorna-Frontiera Nord”, che documenta e valorizza il percorso storico. Il messaggio denuncia i danneggiamenti e invita chiunque abbia notato movimenti sospetti a collaborare per individuare i responsabili.
Colpiti manufatti e attrezzature del percorso
Gli imbrattamenti hanno interessato sia alcune testimonianze del sistema difensivo sia gli arredi utilizzati da escursionisti e visitatori. Tra le strutture danneggiate figurano postazioni, tavoli, panchine e segnaletica.
Non si tratta quindi soltanto di un gesto contro beni di uso pubblico, ma di un’offesa a un luogo che conserva una parte significativa della memoria storica dell’Alto Varesotto.
Nella segnalazione vengono richiamati l’articolo 639 del Codice penale, che punisce il deturpamento e l’imbrattamento di cose altrui, e la legge 78 del 7 marzo 2001, dedicata alla tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale.
Scritte simili anche nei comuni vicini
Segni analoghi sarebbero comparsi anche in alcuni paesi limitrofi. Al momento non è però possibile stabilire se gli episodi siano collegati o se siano opera delle stesse persone.
La Polizia locale sta acquisendo e analizzando le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza che le immagini possano fornire indicazioni sugli autori e sugli orari dei danneggiamenti.
Parallelamente è stato rivolto un appello ai residenti: chi dispone di informazioni, fotografie o altri elementi utili è invitato a mettersi in contatto con i referenti della pagina o con le autorità.
Un patrimonio storico esposto al degrado
La Linea Cadorna, nota anche come Frontiera Nord, è un articolato sistema di trincee, fortificazioni e postazioni costruito durante la Prima guerra mondiale per proteggere il confine settentrionale italiano.
Oggi quelle opere costituiscono un patrimonio storico e culturale inserito in percorsi escursionistici frequentati da residenti, scolaresche e visitatori. Proprio per questo gli atti vandalici non provocano soltanto costi di pulizia e ripristino, ma danneggiano un bene collettivo che il territorio cerca da anni di conservare e rendere accessibile.













