Vannacci prepara la sua mossa: registrato il marchio “Futuro Nazionale”

Crescono le voci di una rottura con la Lega: il generale non smentisce e intanto si muove sul terreno politico e organizzativo

Le indiscrezioni che da settimane circolano attorno a Roberto Vannacci iniziano a trovare riscontri concreti. Il generale, eurodeputato ed ex comandante della Folgore, avrebbe infatti depositato il marchio “Futuro Nazionale”, alimentando le voci su una possibile uscita dalla Lega e sulla nascita di una nuova formazione politica collocata nell’area della destra radicale.

La registrazione del simbolo, avvenuta il 24 gennaio e anticipata dall’Adnkronos, rappresenta un passaggio formale che rafforza il tam-tam proveniente soprattutto dalla Toscana, dove Vannacci risiede e dove si starebbe strutturando una rete di fedelissimi pronta a seguirlo in una nuova avventura politica. Lo stesso Vannacci, pur senza confermare apertamente la creazione di un partito, non ha chiuso la porta: il suo “mai dire mai” lascia spazio a interpretazioni e conferma che qualcosa si sta muovendo.

Il generale minimizza, parlando di un semplice simbolo, sul modello di altri marchi già legati alla sua attività pubblicistica e politica. Tuttavia, il contesto racconta altro. Nei mesi scorsi, infatti, uno dei suoi uomini di fiducia, Giulio Battaglini, ha registrato il dominio internet futuronazionale.it, un tassello che fa pensare a una futura piattaforma politica strutturata. Battaglini, insieme a Massimiliano Simoni, rappresenta il nucleo più stretto della squadra vannacciana, oggi attiva tra Bruxelles e il territorio toscano.

Il simbolo depositato richiama in modo evidente l’immaginario della destra identitaria: un emblema circolare su fondo blu, con la scritta “Futuro Nazionale” e una fiamma tricolore stilizzata, inclinata in avanti, a suggerire dinamismo e spinta verso il cambiamento. Un richiamo che molti leggono come una chiara dichiarazione di posizionamento politico.

Sul fronte Lega, intanto, il clima resta teso. Matteo Salvini prova a smorzare i toni e da Via Bellerio arrivano smentite su presunte pressioni interne per ridimensionare o isolare Vannacci. Ma tra i dirigenti storici del Carroccio cresce il malumore, con il generale sempre più percepito come un corpo estraneo rispetto alla linea tradizionale del partito.

Il deposito del marchio rappresenta dunque più di un semplice atto burocratico: è un segnale politico che rafforza l’ipotesi di una futura scissione o, quantomeno, di una progressiva autonomia di Vannacci dalla Lega. Un passaggio che potrebbe ridisegnare gli equilibri a destra e aprire un nuovo fronte nel già complesso panorama politico italiano.