VARESE Il volontariato «fa ronda». Ieri sono stati sottoscritti i protocolli d’intesa tra l’amministrazione comunale, rappresentata dal comandante della polizia locale Gianni Degaudenz, e dai rappresentanti delle Gev (le guardie ecologiche volontarie), dei Rangers d’Italia, dei City Angels e degli Angeli Urbani. Queste «squadre volontarie», da oggi in poi, presidieranno il territorio comunale coordinati dalla centrale operativa della polizia locale.
La collaborazione tra volontari ed istituzioni, infatti, è legittimata dagli articoli 33 e 34 della legge regionale n.4/2003, che ha per oggetto il riordino e la riforma della disciplina locale in materia di sicurezza urbana. I volontari, complessivamente, compongono un esercito di circa 100 uomini. Si distribuiranno nei diversi comparti della nostra città, per un totale di 10 forze in servizio ogni giorno, con punte di 12 o 15 volontari nel fine settimana. Non avranno né manganelli, né spray irritanti, ma saranno armati di telefonino, guanti di lattice per soccorrere eventuali feriti, guanti anti-taglio e di una pila per introdursi in ambienti bui. D’obbligo la divisa. La loro presenza, facilmente riconoscibile, aiuterà a contrastare reati quali furti, rapine, stupri e atti vandalici. Tra i loro compiti anche quello di parlare con gli emarginati e di portare loro aiuto e generi di conforto, come bevande o indumenti. Per non lasciare zone scoperte, le associazioni si sono «spartite» il territorio. Gli Angeli Urbani vigileranno prevalentemente sulle stazioni, sottopassaggi compresi e in piazza XX Settembre. Saranno inoltre sulle linee A, C e H dei pullman. I Rangers saranno in piazza Repubblica, piazzale Kennedy, nei parchi e nelle aree verdi. Nei giorni festivi una pattuglia sarà al Sacro Monte e un’altra, in bicicletta, percorrerà la ciclabile intorno al lago di Varese. I City Angels, invece, presidieranno Biumo Inferiore, via Dandolo e via Milano. Le Gev, unico corpo autorizzato a dare sanzioni, opereranno per la salvaguardia dell’ambiente, con particolare attenzione al parco Zanzi. Ma la loro postazione sarà decisa di volta in volta, a seconda delle necessità del territorio.
Associare questi giovani volonterosi in divisa ai «rondaioli» proposti dalla Lega è lecito, tanto più che il fine è il medesimo: incrementare la sicurezza urbana. Ma i diretti interessati non vogliono assolutamente essere identificati con le ronde. Il perché è spiegato da Fabio D’Aula, assessore alla polizia locale. «Le ronde, se passerà il relativo decreto, faranno capo alla prefettura e avranno un unico statuto. Queste, invece, sono associazioni indipendenti aventi ognuna un proprio statuto. Questi volontari, inoltre, svolgono attività di educazione, prevenzione e assistenza ai bisognosi. Le ronde,
invece, cercano prevalentemente fenomeni delittuosi». Per forza di cose, vigilare sul territorio implica anche dover intervenire in situazioni violente, per esempio fermando risse o stupri. I volontari non sono poliziotti, non sono autorizzati a portare con sé armi (neppure se in possesso del porto d’armi), ma possono ricorrere alle arti marziali, sia per fermare i criminali sia per autodifesa. Non saranno «le ronde» ma, come conclude Gianni Degaudenz, «il coordinamento tra le diverse associazioni di volontari è sicuramente una risposta dell’amministrazione in termini di sicurezza urbana». Adriana Morlacchi
e.marletta
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