VARESE Un’esplosione di solidarietà a Varese: è stato questo l’effetto del terremoto in Emilia, e soprattutto di una delle sue conseguenze più gravi dal punto di vista economico: la perdita di migliaia di forme di parmigiano reggiano.
Il terremoto ha svegliato moltissimi varesini nel cuore della notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio. Ma oltre allo spavento e alla commozione per i morti e per gli sfollati, c’è anche la solidarietà per gli imprenditori che hanno avuto danni ingenti e ora dovranno risollevarsi con le proprie sole forze. Primi tra tutti i produttori di parmigiano.
La notizia è rimbalzata sul web: in molti caseifici le scalere, altissimi scaffali in legno e metallo dove vengono lasciate a stagionare le forme del formaggio più amato al mondo, sono cadute per il terremoto. Le immagini delle forme rovinate accatastate sul pavimento hanno colpito anche i varesini che, quando hanno letto l’appello dei casari colpiti dal sisma, si sono mobilitati.
Simone Segafredo, il titolare dell’hotel Ungheria in viale Borri, ha tentato la strada di Facebook, aprendo il gruppo «Varese compra il parmigiano delle zone terremotate».
«Ho letto su internet un articolo del blog www.dissapore.it, dove si parlava delle forme rovinate, e dove venivano indicati i contatti di uno dei caseifici colpiti – racconta Segafredo – alcuni dei commenti erano scritti da varesini, così ho pensato di dare un punto di riferimento, per organizzarsi con le spedizioni più comodamente per tutti». Ma la faccenda rischia di sfuggire di mano: «in trentasei ore di vita, il gruppo ha superato le settecento adesioni. Impossibile portare avanti il tutto solo via Facebook». Per questo Simone, con un amico, sta costruendo un sito web ad hoc per raccogliere gli ordini e gestirli più facilmente. Oggi contatterà anche Coldiretti Varese, per creare un canale privilegiato con i casari emiliani.
«Ho contattato il caseificio indicato sul blog, sono esausti e commossi – racconta ancora Segafredo – riescono a malapena ad evadere gli ordini che arrivano agli spacci in loco, e hanno ricevuto oltre ventimila mail». Varese si mobilita anche per il futuro, perché il parmigiano, ora, costa davvero poco (le forme stagionate 27 mesi sono in vendita a 13 euro al chilo), e chissà che questo canale di solidarietà aperto non diventi un legame duraturo.
e.marletta
© riproduzione riservata