L’hanno ribattezzato «il venerdì della vergogna»: per i contribuenti varesini, dopo le lunghe code nei Caf e all’ufficio Tributi do via Sacco, ieri è stata la volta di mettersi in fila agli sportelli delle Poste per il pagamento della mini-Imu.
E la “passione” non è ancora finita: a breve è in arrivo la Tares, per poi tornare a “scervellarsi” e a mettersi in coda per la Iuc, l’imposta unica sulla casa.
Ma i varesini non ne possono più di diversi mettere in coda per «sborsare soldi al Governo».
Ultima giornata ieri, secondo le scadenze previste dal Governo, per tutti i cittadini dei Comuni (tra cui Varese) dove si è reso necessario il pagamento della mini-Imu.
Insomma, una giornata difficile per chi si è ritrovato all’ultimo a dover pagare la mini-Imu. Così, se fino a qualche giorno fa in molti si sono trovati in fila indiana nell’attesa di ritirare il proprio conteggio e il modulo per effettuare il pagamento, ieri la coda è stata quasi d’obbligo per versare la propria quota attraverso gli sportelli degli uffici postali.
«Sono stata in coda quasi 40 minuti per poter effettuare il pagamento – spiega – Dovevo pagare la mini-Imu di casa nostra, 17 euro e 50 centesimi, e quella dei miei genitori, 15 euro e 10 centesimi. Ho voluto evitar loro lo stress». E sul caso-Varese ieri è intervenuto anche il leader del Pd, : «L’immagine della foto di Varese è devastante: la gente in coda per pagare le tasse ti fa venire uno stranguglione al cuore». Il segretario ha aggiunto: «Tutti hanno messo bocca su questa cancellazione dell’Imu che poi non c’è stata o è stata parziale, senza affrontare il vero tema: come rimodulare la pressione fiscale».
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