VARESE A Varese arriva il Guercino in mostra, ma l’esperto mette in guardia: «Quel dipinto non è autentico». Lo assicura Tomaso Montanari, studioso fiorentino e professore di Storia dell’arte moderna all’università Federico II di Napoli che si occupa in particolare di arte romana del ‘600, da tutti i punti di vista. Anche da quello del mercato. Così, secondo lo studioso, il dipinto «Marte trattenuto da un amorino» che dal 18 luglio sarà esposto al museo del castello di Masnago, non è opera del celebre pittore emiliano. «Non dico che sia un falso – precisa – ma che di sicuro non è un Guercino».Montanari conosce bene l’opera in arrivo a Varese. Solo da ultimo, ha avuto modo di contestare la sua esposizione a Castel Sant’Angelo a Roma, dove è stato presentato al pubblico come un originale. «La qualità di quel quadro non è assolutamente paragonabile a quella di un Guercino», spiega Montanari. Ma per l’appunto, è lui stesso a confermare che non è un “tarocco” vero e proprio. «Un falso è un’altra cosa. Se ne parla quando un’opera viene spacciata per autentica e non lo è, mentre in questo caso chi l’ha realizzata non aveva certo l’intento di ingannare l’osservatore». Si tratta piuttosto di una copia antica. «La possiamo indicare come una testimonianza secondaria di un’opera che è esistita davvero, ma di cui oggi non abbiamo traccia», spiega ancora, precisando che è assolutamente normale che i quadri importanti avessero parecchi multipli: «All’epoca in Italia era molto diffuso il metodo di far copiare agli allievi della bottega un quadro quando era particolarmente importante. È un po’ come facciamo noi
oggi con i poster o con le stampe su tela che si attaccano in casa». Si creavano quindi dei quadri molto simili all’originale e con la stessa composizione, ma che venivano sempre molto meno belli.Ora, il punto, per Montanari, è che gli enti pubblici non dovrebbero «prestare la propria autorevolezza» a opere sulla cui autenticità pende il dubbio, presentandole come autentiche. «L’esposizione diventa un punto in più nel “pedegree” di questi quadri e di chi li detiene. Capirei se ci fosse un comitato scientifico a vagliarle, ma non è possibile che il curatore della mostra faccia parte della proprietà stessa dell’opera». Il curatore della mostra, a Castel Sant’Angelo come a Varese, è Maurizio Marini, presidente onorario del fondo d’investimento lussemburghese, proprietario del quadro, che a Varese lo ha messo a disposizione gratuitamente.«In realtà Marini è il presidente onorario della fondazione», spiega l’assessore alla cultura del Comune, Simone Longhini, «è un titolo prettamente simbolico e significa in parole povere che non è suo il fondo e non ha nemmeno ruoli operativi». Curatore a parte, Longhini era già a conoscenza della polemica sull’opera, che giudica «una tempesta in un bicchier d’acqua». «Non sta a noi dire se è autentico o se è una copia, comunque ha avuto l’autenticazione della Sovrintendenza di Roma che è la massima autorità in materia. A maggior ragione invito sia gli addetti ai lavori che i curiosi a venire a vedere la mostra, almeno potranno guardare con i propri occhi invece che farselo raccontare». Il costo del biglietto è quello ordinario di 4 euro per entrare alla mostra permanente del castello, al primo piano.Francesca Manfredi
s.bartolini
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