VARESE – Nessuna responsabilità accertata per l’uomo finito davanti al giudice con accuse di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni della figlia minorenne. Al termine del rito abbreviato, il gup del Tribunale di Varese Rossana Basile ha pronunciato una sentenza di assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste».
Il procedimento si era aperto su presunti episodi contestati dalla Procura, che secondo l’accusa sarebbero avvenuti tra il 2024 e il 2025 in un comune del Luinese. Il cinquantenne di nazionalità albanese aveva sempre respinto ogni addebito.
Durante l’udienza il pubblico ministero Maria Claudia Contini aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere. La parte civile, assistita dall’avvocato Chiara Di Giovanni, aveva invece avanzato una richiesta di risarcimento pari a 50mila euro. Il giudice ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a dimostrare la responsabilità dell’imputato.
L’indagine era partita dopo una segnalazione al 114 – Emergenza Infanzia da parte del figlio della coppia, che aveva portato all’attivazione del codice rosso. L’uomo era rimasto sottoposto a misure cautelari tra carcere e domiciliari per circa un anno e tre mesi.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Valentina Commisso e Giorgio Macchi, aveva sostenuto l’infondatezza delle accuse, richiamando anche una consulenza tecnica sulle condizioni psichiatriche della giovane. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.













