FROSINONE – VARESE 1-0
Marcatore Lodi al 2′ s.t.
FROSINONE (4-4-1-1) Sicignano; Catacchini, Terranova, Guidi, Bocchetti; Lodi, Biso (Cariello 18′ st), Bottone, Basso (Sansone 25′ st); Calil (Aurelio 37′ st); Santoruvo. A disposizione: Frattali, Scarlato, Ben Djemia, Di Carmine. All. Carboni
VARESE (4-4-2) Zappino; Pisano, Pesoli, Dos Santos, Pugliese (Armenise 16′ st); Frara, Corti, Buzzegoli (Tripoli 25′ st), Carrozza (Cellini 7′ st); Neto Pereira, Ebagua. A disposizione: Moreau, Figliomeni, Gambadori, Eusepi. All. Sannino
Arbitro Corletto di Castelfranco Veneto
Note Angoli 6-4 per il Varese. Ammoniti: Dos Santos, Zappino, Santoruvo. Spettatori circa 3000
Dall’inviato
FROSINONE Ci sembra di sognare. Cosa dobbiamo fare per vincere se non bastano cinque palle gol, una traversa e due gol annullati? E come dobbiamo cambiare perché il primo pallone gettato a casaccio davanti alla porta biancorossa (come con l’Albinoleffe, come contro il Pescara) non entri dentro pugnalandoci alla schiena? Perché ad allenatori come Mondonico e Carboni basta un soffio di vento, tenuto assieme da un esasperante catenaccio, per spazzare via un turbine di occasioni e di bel calcio? Perché agli altri tutto e a noi niente?
Mors tua, vita mea: non l’abbiamo mai imparato, e chissà se mai lo faremo. Se non affondi il coltello nella piaga, sono gli altri a farlo con te appena capita l’occasione. Alla fine ci pettiniamo le bambole con i complimenti dei locali: «Che spettacolo di squadra che avete», «Che gioco», «Che velocità». E mentre lo dicono, sembra di sentire il rumore delle cicale del Sacro Monte: basta un cinghialone ciociaro, dopo la formica Mondonico, per seppellirlo.
La vita è fatta di scale, ma anche di segnali. Come la pelata dell’arbitro Corletto, quello dell’espulsione di Ebagua nella semifinale contro il Benevento. Come il nasone di Guido Carboni, l’allenatore del Frosinone che aveva inflitto al Varese la retrocessione più sanguinosa della sua storia, segnando da metà campo al novantesimo minuto dell’ultima giornata nella C1 del 1991 a Empoli. Son tutti segnali. Al 7′ Ebagua sguscia come un’anguilla, serve Neto da solo e Picasso pennella sulla traversa a porta vuota. Al 17′ Buzzegoli libera ancora Neto che divora un altro 1-0. Al 24′ Buzzegoli pesca Pisano che fa sponda per l’inzuccata vincente di Dos Santos: il guardalinee annulla. Al 37′ il difensore dai garretti d’acciaio risegna ma glielo riannullano per un inesistente fallo sul portiere. Poteva mancare una prodezza del portiere avversario, in questa indigestione d’antipasti senza il piatto principale? No, e allora Sicignano d’istinto tira fuori una girata di Pisano a botta sicura.
Sono inquietanti segnali di dominio perché anche andando avanti a giocare per una settimana forse il Varese non avrebbe segnato ma avrebbe certamente preso gol al primo mezzo rischio. Stavolta basta una punizione di Lodi deviata in barriera da Ebagua mentre Zappino accenna al movimento sul palo lontano – dove forse avrebbe dovuto già trovarsi – perché il pallone s’infili proprio su quel palo. Alla fine mancavano 43 minuti di gioco ma abbiamo contato solo una palla di Cellini per Neto, un rimpallo di Ebagua che magari avrebbe potuto carambolare casualmente in gol, pressing disperato, corse forsennate e casino organizzato. Troppo poco.
Andrea Confalonieri
f.artina
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