Il consigliere regionale (lista civica Maroni presidente) ha presentato una mozione nella quale chiede uno stanziamento statale di ulteriori 20 milioni di euro per sostenere i distributori al confine con la Svizzera.
Calo del fatturato
Il documento mira a sostenere le famiglie e l’economia locale introducendo maggiore flessibilità nell’utilizzo della carta sconto, estendendo l’utilizzo anche per l’acquisto di gasolio e ridisegnando le fasce per l’accesso allo sconto.
Tutte richieste che richieste che i gestori della Faib (Federazione autonoma italiana benzinai) di Confesercenti Varese stanno chiedendo a gran voce da quasi nove anni. Infatti, i gestori di confine si trovano oggi con le difficoltà di 50% di erogato in meno con la conseguente riduzione del personale impiegato.
«L’unificazione delle due fasce, attualmente presenti per coloro che sono titolari della Carta sconto benzina, ha un senso perché gli utenti della seconda fascia non la utilizzano – spiega , presidente Faib Varese – Estendere lo sconto anche al diesel ci permetterebbe di riportare in vita il mercato del gasolio, ormai defunto e la flessibilità ci consentirebbe di tornare a essere competitivi con i colleghi svizzeri. Non stiamo chiedendo la luna».
Così, dopo numerose sollecitazioni la consigliera segretario Maroni ha fatto la prima mossa. «Chiediamo a Regione Lombardia di rinegoziare con il Governo la quota di compartecipazione dell’Iva già prevista dalla legge 189/2008, articolo 2 ter, comma sesto, ai fini di un ampliamento della dotazione dagli attuali venti a quaranta milioni di euro/anno, avendo riguardo che tale misura appare funzionale ad un recupero di introiti erariali di gran lunga superiori alle nuove risorse che si chiede di assegnare alla Regione» spiega in una nota la Maroni.
Questo per rinverdire uno strumento che riporterebbe sul territorio italiano 290 milioni di euro, oggi sottratti per il divario di prezzo dallo Stato confinante».
«Aspettiamo la Regione»
Di fronte a questa richiesta, Longo si dice soddisfatto. «Se la Maroni ha presentato questa mozione significa che l’esigenza è reale – commenta – Grazie alla nostra voce abbiamo rotto le uova nel paniere e ora qualcosa, finalmente si sta muovendo. Non abbiamo, quindi, sbagliato a far sentire le nostre ragioni. Abbiamo aspettato pazientemente 150 giorni dalla sua elezione, resa possibile grazie a gran parte dei voti raccolti dai nostri colleghi comaschi». Il presidente Faib Varese riconosce, quindi, alla consigliera regionale il mantenimento di una parte delle promesse fatte. «Meglio tardi che mai. Non abbiamo più intenzione di aspettare “la fine del mondo” – continua – Durante la campagna elettorale ci sono state fatte tante promesse. Aspettiamo pazienti come sempre, ma non troppo, un riscontro da Regione Lombardia in merito alle richieste avanzate». n
Valeria deste
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