Varese, benzinai infuriati in piazza «La carta di credito è un incubo»

VARESE «Se pagano dieci euro con la carta di credito mi rifiuto». Ironico ma significativo commento di un benzinaio, che questa mattina si è presentato davanti a Villa Recalcati per chiedere aiuto alle istituzioni insieme a una quarantina di colleghi di lavoro e sventura.

Tra le tante situazioni denunciate e che dovranno risolvere se vogliono almeno tirare a campare, c’è quella di trovarsi con i conti in rosso per i pagamenti medio-piccoli con carte e bancomat, soprattutto se fatti con il self-service: «Dipende dal circuito, ma al netto dei costi per un pieno fino a 10-15 euro non è che ci guadagnamo poco, siamo proprio in perdita», racconta.

Eppure, sono costretti a tenersi i self-service per contratto con le compagnie, e continuano ad accettare le carte elettroniche per garantire un servizio ai loro ignari clienti, che non sanno i costi che comporta per il benzinaio. Discorso simile vale per costi e ricavi con la Crs regionale. Fa sì guadagnare qualche litro venduto, ma fa perdere parecchi soldi tra il Pos (la macchinetta che legge la scheda) che sono obbligati ad affittare e la linea telefonica che si connette continuamente.

In fin dei conti, il gestore di un impianto medio chiude il mese portandosi a casa poco più di un migliaio di euro, al costo di vincoli infiniti dettati dalle compagnie petrolifere e di rischi economici importanti dato l’onere dell’investimento a suo carico. Così, i benzinai della Faib-Confesercenti si sono mobilitati con un ordinato presidio in piazza Libertà seguito da un incontro con il prefetto Carlo Zanzi. A salire in Prefettura, una piccola delegazione guidata dal direttore dell’associazione Gianni Lucchina e dal presidente del settore dei benzinai, Paolo Longo, accompagnata dall’ex presidente della Provincia e deputato leghista Marco Reguzzoni, dal deputato democratico Daniele Marantelli e dal consigliere regionale del Pd Stefano Tosi.

«Il tema del costo del carburante è diventato un’emergenza – ha commentato Tosi all’uscita – Dobbiamo dare la possibilità di creare distributori multimarca in modo da mettere in competizione le società petrolifere, ampliare la fascia che ha diritto alla carta sconto ed estenderla al diesel». Per quanto riguarda la Regione, si occuperanno in particolare di correggere i malfunzionamenti della Crs che sono stati segnalati anche ieri.

«Non si può essere sempre sordi e ciechi alle esigenze del territorio – ha dichiarato Reguzzoni – chiediamo quindi che il Governo dica la verità su queste finte liberalizzazioni». Inoltre, ritiene necessario «riprendere e incentivare il sistema flessibile di prezzi e sconti che può portare lavoro sul nostro territorio e arginare la fuga dell’utente verso la Svizzera».

Soddisfatto dell’incontro il rappresentante della categoria Longo, pur consapevole che la loro partita si dovrà giocare a livelli più alti di quello provinciale. «Siamo assolutamente soddisfatti per la cordialità dell’accoglienza – commenta Longo – Il Prefetto ha detto che condivide e che sosterrà le nostre motivazioni anche se non è in grado di incidere. Farà da tramite tra noi e il Governo».

I benzinai chiedono di mettere davanti la liberalizzazione vera della rete e le tante problematiche della carta sconto. Adesso confidano ora nell’azione della politica.
Francesca Manfredi

s.bartolini

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