Varese cede a Pesaro Ma è stata partita vera

Varese cede a Pesaro Ma è stata partita vera

PESARO Rompete le righe: espletata la formalità dell’ultimo inutile impegno stagionale, la Cimberio da ieri sera è in vacanza. Gli americani domani torneranno a casa (Reynolds ha battuto tutti sul tempo), gli italiani si dividono in due gruppi: i “veci” sono liberi di riposarsi, i “bocia” presto saranno di nuovo in palestra a sudare. Coach Pillastrini, prima di portare a cena tutta la squadra e di raggiungere la sua famiglia a Cervia, stila l’ultima pagellina del campionato del ritorno di Varese in A1: «Partita di fine stagione, fatta di alti e bassi, in cui ho cercato di dare spazio a tutti. Passera non entrato? Scelta precisa: un po’ perché è troppo tempo che non mette piede in campo, un po’ perché trovavo poco rispettoso nei suoi confronti schierarlo in una circostanza così». Proprio da Pesaro le sirene tentano il Pilla: «Mi fermo qualche giorno a casa, poi verrò in via Sanvito per

parlare con la proprietà. Ma prima di abbozzare il futuro tutti dobbiamo aspettare notizie sul fronte societario: solo quando si sapranno budget e programmi si potrà ragionare concretamente sul da farsi. Per intanto sto alla finestra».In questo clima di smobilitazione chiude il registro Max Ferraiuolo, cominciando dalla recita conclusiva: «Nei primi due tempi eravamo troppo molli, poi siamo stati bravi a recuperare e a tornare in corsa. Sul meno due ci abbiamo creduto davvero: però in quel frangente loro hanno fatto la differenza con un paio di grandi giocate. Sarebbe stato bello finire battendo la Scavo, ma anche così siamo contenti: abbiamo raggiunto in anticipo l’obiettivo minimo della salvezza, e non era scontato dopo la beffarda sconfitta interna con Caserta. Quello è stato il momento peggiore, l’unico in cui personalmente ho avuto davvero paura: gli strascichi psicologici avrebbero potuto affossarci. Invece con Cremona si è visto di che pasta era fatta la squadra».

e.romano

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