VARESE Chiuso il cantiere e tagliato il nastro. Ora è ufficiale: Varese ha la sua tangenziale Nord Est. 4,8 chilometri di strada su due corsie, la maggior parte dei quali realizzati su viadotto, costati in totale 54,1 milioni di euro, per collegare la statale 342 Briantea e la statale 233 Varesina, con interconnessione alla statale 334 di Porto Ceresio. Si tratta della «più grande opera viaria realizzata in provincia negli ultimi 20 anni e, dopo Malpensa, anche la più importante opera pubblica del dopoguerra», aveva detto poco meno di tre anni fa uno dei suoi principali promotori e grande assente all’inaugurazione di ieri mattina, l’allora presidente della provincia Marco Reguzzoni all’atto della firma dell’accordo di programma tra Regione, Provincia, comune di Varese, comune di Induno Olona ed Anas. E pensare che eravamo partiti senza nemmeno avere la copertura finanziaria per tutta l’opera. «E’ la dimostrazione di due cose – ha aggiunto il sindaco varesino Attilio Fontana
– che bisogna avere un po’ di coraggio e iniziare, e che i tempi del nord Italia nel realizzare le opere, quando ci lasciano la possibilità di farlo, sono quelli da record che abbiamo visto per la tangenziale». Due anni. Anzi, due anni e due mesi, per colpa del nubifragio estivo costato 42 milioni di euro in danni alle strutture varesine. Intoppi nonostante, siamo di fronte alla prima di una serie di opere in via di realizzazione che risolveranno gran parte delle difficoltà viabilistiche del capoluogo varesino, insieme alla Gasparotto-Borri, come ha ricordato Fontana, all’accesso diretto all’autostrada e alla Pedemontana con il suo raccordo tra l’asta principale e il sud della città (la tangenziale). «L’apertura di questa strada prima di tutto è fondamentale per collegare Varese a Induno, alla Valceresio e alla Valganna, ma speriamo ci dia una mano a rimediare a un neo della nostra città che è sempre stato la mancanza di una circumvallazione».
e.marletta
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