Varese, finita la moda delle auto ecologiche

Varese, finita la moda delle auto ecologiche

VARESE Le vendite di auto a metano e gpl sono durate il tempo degli ecoincentivi, e adesso i varesini tengono d’occhio l’auto elettrica. Se tutto il mercato dell’auto se l’è cavata particolarmente male in questo inizio di 2011, a risentirne in modo particolare, e ancora più particolarmente a Varese, sono state le alimentazioni ibride che terminati anche gli strascichi dei sostegni-stampella di Stato e Regione, protratti fino allo scorso 31 marzo, sono crollate a gennaio e febbraio. Meno 74,2% il risultato a livello nazionale rispetto all’anno precedente, secondo i dati elaborati dal Sole 24 Ore, che sale addirittura al -87% in provincia di Varese.

Colpa della sparizione degli incentivi, certamente, ma colpa anche della mancanza di una rete di distribuzione del carburante sul territorio provinciale e, non da ultimo, della poca propensione dei varesini a munirsi di mezzi meno impattanti per l’ambiente. Nell’inversione di tendenza però non credono nemmeno gli addetti ai lavori, nonostante l’impennata da brivido del prezzo di benzina e gasolio dopo lo scoppio della crisi libica, e nonostante sarà difficile pensare ad un rientro visto lo shock energetico che si profila come conseguenza al disastro nucleare in Giappone.

«Non so dire se ci sarà un cambiamento nelle scelte dei varesini sul motore dell’auto», commenta il direttore dell’Aci Varese, Eugenio Roman, «ma nel caso di Varese credo proprio che ci saranno pochi cambiamenti». Ci sono due fattori determinanti nell’allontanamento degli automobilisti dalle auto ad alimentazione alternativa, secondo il direttore. Intanto «manca un’adeguata capacità di rifornimento», spiega Roman, e poi «con la carta sconto abbiamo 18 centesimi al litro in meno, su un pieno sono 10 euro in meno». Infine, «è vero che sono tutti veicoli ibridi che vanno a doppia alimentazione,

ma spesso quella alternativa non conviene molto. Ad esempio l’impianto a metano riduce parecchio il bagagliaio. Con il gpl e il metano comunque si consuma di più, e c’è il problema di andare a fare il pieno». Il nuovo impianto a Capolago intanto ha offerto almeno una pompa per il gpl e si attende l’arrivo imminente di una a metano, ma si tratta dell’unico disponibile nella zona di Varese e Alto Varesotto. «Non credo sarà quello il futuro del mercato nel Varesotto. Piuttosto potrebbe andare meglio il motore ibrido a scoppio ed elettrico».

«Il consumatore è sensibile agli incentivi ma non è sensibile all’ambiente», dice chiaro e tondo Luigi Gronchi del Movimento Consumatori; il che, in altri termini, «vuol dire che non gliene frega niente dell’inquinamento». Se questo è il punto di partenza, forse gli incentivi possono sia avere un senso che arrivare ad un risultato concreto. «Anche il prezzo della benzina in Svizzera è salito – osserva Gronchi – e quindi non conviene più neanche lì. Ho notato che la Toyota e la Honda stanno spingendo ancora moltissimo sui motori ibridi gas e benzina, spero che vadano avanti in questo senso ma spero anche che questo tipo di proposte abbiano successo». Successo che non esclude in altre zone della Lombardia, ma che vede difficile a Varese. «Potrebbe prendere piede se fossero proposti di nuovo gli incentivi. Invece di spendere soldi per le centrali atomiche su cui nessuno adesso osa parlare. Questa naturalmente è la mia opinione, ma poi la politica fa quello che vuole».
Francesca Manfredi

e.marletta

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