VARESE, FONTANA CE LA FA “IO, L’ULTIMO DEI MOHICANI”

VARESE, FONTANA CE LA FA “IO, L’ULTIMO DEI MOHICANI”

VARESE Attilio Fontana ha vinto: non al primo turno e con un 53,89% di consensi contro il 46,11% dell’avversaria di centrosinistra che ridimensionano di molto lo scarto di quindici giorni fa. E lo fa nella culla del Carroccio. Ma ha vinto. E in una tornata elettorale che ha raso al suolo molte delle roccaforti del centrodestra – Gallarate con Guenzani ma, soprattutto, Milano con Pisapia – si sente un po’ come “l’ultimo dei Mohican”i. E sente che la sua vittoria ha più peso di quanto ne attribuiscano i numeri. Lo tzunami non ha travolto Varese che ha scelto di riconfermare il primo cittadino lumbard, sostenuto dalla coalizione di Lega (24,07% al primo turno) e Pdl (24,46%), appoggiato dall’Udc (5,33%), dall’Unione Italiana (1,4%) e dai Pensionati (1,54%), ma quel vento che ha issato la bandiera del centrosinistra sotto la Madonnina, a Napoli, Novara, Trieste e Cagliari ha portato la candidata Oprandi a guadagnare quattromila voti sul primo turno e 16 punti percentuali. Fontana di voti ne ha persi ottocento: «Colpa del crollo dell’affluenza» (55,54% rispetto al 64,10%) dice lui. «Il crollo dell’affluenza ci ha impedito di fare di più», ribatte lei.A Palazzo Estense esplodono gli applausi

quando dalle 85 sezioni della città giardino arriva il verdetto inequivocabile. Si smorzano, lasciando lo spazio a volti tirati, quando agenzie e siti internet consultati convulsamente ridefiniscono l’equilibrio politico nazionale e provinciale. Gallarate è caduta (e questo dispiace più ai berlusconiani che ai leghisti), Milano è espugnata. «Ma noi siamo qui e si riparte sempre dal particulare per arrivare al generale» ribatte Fontana, che abbraccia un’avversaria corretta, stringe le mani dei sostenitori e fatica a star dietro alle telefonate di amici e sostenitori. «La verità – riflette – è che dovevamo vincere al primo turno, se non ci fossero state liste di disturbo forse sarebbe andata così. Il problema è stato dover ripartire». Con gli spifferi di uno tzunami in arrivo.«Si sentiva un venticello che sembrava dovesse portare grossi cambiamenti e in molti, che magari prima non ci credevano, ci hanno creduto». Fontana non lascerà il suo ufficio: «Noi andiamo avanti, va avanti il modello Varese, va avanti l’alleanza». Che resta solida: «Il nostro voto, anche rispetto a come sono andate le cose, vale doppio. E sono convinto che Varese sarà un buon esempio per il resto del Paese e dimostrerà l’importanza di un’alleanza da rafforzare».

s.bartolini

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