Varese, il caffè diventa un caso In Comune vietato andare al bar

VARESE Vietata la pausa caffè fuori da Palazzo per i dipendenti comunali: «non è decorosa». Il segretario comunale, Filippo Ciminelli, ha emesso una circolare per impedire la «fuga» al bar di fronte al comune.

E’ la seconda volta che l’amministrazione interviene per richiamare i dipendenti. Qualche mese fa, sempre Ciminelli, aveva emesso un’analoga circolare per obbligare gli impiegati a consumare la tazzina di caffè nel bar del fondo di colleganza, sotto il porticato di Palazzo Estense. Adesso però il bar ha chiuso i battenti. Mariangela Ravelli, che lo gestiva da 27 anni, è andata in pensione e nessuno è ancora subentrato al suo posto. Naturale quindi che per la pausa caffè i dipendenti debbano uscire da Palazzo.

Non per il segretario comunale che trova «indecoroso che gli impiegati del comune vengano visti mentre passeggiano fuori da Palazzo – spiega Ciminelli – Per non parlare della perdita di tempo». I minuti dedicati alla pausa caffè sembrano essere raddoppiata da quando il bar ha chiuso.

«Non stiamo impedendo a nessuno di fare la pausa – sottolinea Ciminelli – Infatti abbiamo istallato le macchinette che erogano caffè e altre bevande, sotto i portici di Palazzo Estense. Potranno quindi continuare a bere tutti i caffè che vogliono, ma all’interno del comune». Accorciando anche i tempi. E risparmiando anche qualche soldino. Il caffè della macchinetta, declinato in tutte le sue versioni persino al «mocaccino», costa 40 centesimi. Contro l’euro di quello al bar.

Qualcuno ha già detto di preferirlo addirittura a quello della moka. Ma altri dipendenti invece, non sono molto entusiasti del provvedimento. C’è qualcuno a cui l’espresso delle macchinette proprio non piace. Un conto è bere quello liofilizzato e un altro è gustarsi quello originale. L’Rsu si è già riunita ieri pomeriggio proprio per discutere anche della nuova circolare. «Stiamo esaminando la nota che è stata inviata a tutti i dirigenti – spiega Giuseppe Jursich – Valuteremo poi come porci ed eventualmente come rispondere».

Ma non ci sarebbe nulla da dire, secondo il segretario comunale, che precisa. «Questa nota è stata inviata solo per ricordare ai dirigenti quella che avevamo inviato in precedenza – aggiunge Ciminelli – Non è nulla di nuovo. Mi sembra giusto e doveroso che i dipendenti pubblici diano il buon esempio». Anche sul comportamento da tenere durante l’orario di lavoro. Vanno bene le pause caffè, purché non si trasformino in una lunga ricreazione, con tanto di via vai dal portone principale di Palazzo Estense. E soprattutto che non si rubi troppo tempo alle mansioni d’ufficio.

e.marletta

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