VARESE La piscina della Schiranna, con bar e ristorante annesso, sarà gestita dalla Canottieri Varese e non più da Aspem Reti. Almeno questo è l’indirizzo che la giunta ha dato ieri al consiglio di amministrazione della società partecipata comunale che fino ad oggi si è occupata delle piscine del Lido.Con l’entrata in vigore della legge 166 del 2009, infatti, «le società in house, come Aspem Reti, non possono più gestire attività commerciali – spiega il vicesindaco con delega alle partecipate, Giorgio De Wolf – Da qui la necessità di trovare un’altra società che si faccia carico della struttura fino alla fine della stagione». Difficile che qualcuno si offra a stagione inoltrata. I lavori per rendere agibile la piscina procedono spediti e l’apertura, che prima era stata messa in discussione, potrebbe avvenire per la prima settimana di agosto. Comunque troppo tardi per indire un bando e sperare che qualcuno vi partecipi. La Canottieri Varese si farebbe carico di tutte le spese di gestione del personale e della struttura e in più dovrebbe pagare un canone di affitto. Ma l’ultima parola spetta comunque ad Aspem Reti. Il consiglio di amministrazione potrebbe anche decidere di non prendere in considerazione l’atto d’indirizzo della giunta di Palazzo Estense.La gestione della struttura, infatti, rimane ad Aspem Reti
fino al 2039 e, quindi, spetta alla partecipata la decisione sull’affidamento delle attività commerciali al suo interno: piscine, bar e ristorante. Anche se l’ipotesi di una bocciatura è alquanto remota. «Non ho ancora avuto modo di leggere il contenuto del documento d’indirizzo – spiega il presidente di Aspem Reti, Ciro Calemme – Convocherò il cda al più presto e insieme decideremo il da farsi. Valuteremo cosa ci chiede il comune e decideremo in base all’interesse della società. Detta così, se non ci saranno particolari vincoli, l’ipotesi di cedere la gestione delle piscine, del bar e del ristorante alla Canottieri Varese è percorribile». Aspem Reti sarebbe ben lieta, quindi, di cedere la gatta da pelare a un’altra società. Proprio l’aver preso a carico la struttura ha inciso in maniera rilevante sul bilancio della partecipata. Cinquecento mila euro d’investimento per aprire l’anno scorso che, i lavori alle vasche partiti in ritardo quest’anno, non hanno permesso di ammortizzare. «Sappiamo che non sarà facile partire con l’attività in ritardo e per poco tempo – spiega Mauro Morello, presidente della Canottieri Varese – d’altronde nessuno si sarebbe fatto avanti a questo punto della stagione e alle nostre condizioni. Ci occuperemo noi di tutto dalle spese per il personale a quelle della corrente e pagheremo anche l’affitto».Valentina Fumagalli
s.bartolini
© riproduzione riservata











