Varese, il peccato originale è il mercato senza bomber

Pagherà Benny, pagherà per tutti. Ma la realtà è più complessa. Due gol in sette partite: per questo il Varese non vince o perde. Per questo rischierà grosso. E perché i biancorossi hanno segnato solo due gol in sette partite, cinque giocate più nell’area avversaria che nella propria con un allenatore offensivista?

Perché manca il bomber da area di rigore: meglio uno o due attaccanti in meno dei tanti buoni che abbiamo, e un uomo gol in più. Siamo pieni di punte, mezzepunte, rifinitori, corridori ma non c’è l’unica cosa indispensabile. E doveva arrivare dal mercato, non da Benny Carbone. Se avevi i soldi da spendere per Tiribocchi e non te lo danno (o ti ingannano o ti illudono fino all’ultimo secondo del mercato), dovevi avere pronta l’alternativa da giorni, se non da mesi: Budan, Succi, Bogdani o fate voi. Altrimenti quando incontri la prima squadra tosta e che ha fortuna, perdi (ma la fortuna aiuta chi sa cosa vuole, chi sa soffrire su un campo difficile ma soprattutto chi la butta dentro).

Partita da 1-0 o 0-1: chi segna per primo, vince e l’ha fatto il Sassuolo, anche se avrebbero meritato i biancorossi. Ma il disco, ormai, è lo stesso ed è rotto da quando non è arrivato il Tir: in serie B più che attaccare, giocare e creare devi avere l’attaccante che segna. Carbone esce tra i fischi della tribuna e gli applausi della curva che lo

sostiene: pubblico spaccato, ci voleva solo questo. Si possono rimproverare a Benny i quattro cambi rispetto alla formazione di Gubbio (vecchio e brutto vizio), soprattutto le esclusioni di Troest e Zecchin. Il peccato originale è a monte, non a valle dove un omino pagherà anche per chi non ha mai chiesto scusa ai tifosi dei molti errori commessi in estate, ben più gravi di quelli sul campo.

Andrea Confalonieri

s.affolti

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