Varese, è il secondo consiglio Ma i banchi sono già semivuoti

Varese, è il secondo consiglio Ma i banchi sono già semivuoti

VARESE Siamo all’inizio, e la maggioranza già zoppica. Ieri sera il consiglio comunale di Varese è stato caratterizzato dai banchi del centrodestra troppo deserti, con un numero di consiglieri insufficiente a garantire il numero legale. Dei 19 consiglieri che compongono il centrodestra (10 pidiellini e 9 leghisti) la seduta è iniziata con solo 13 presenti (un terzo in meno), che anche con la presenza del sindaco (l’unico esponente di giunta che fa anche parte del consiglio comunale) erano al di sotto del numero legale. A fine serata, si è arrivati ad avere la maggioranza per un soffio, sempre grazie alla presenza del sindaco. Insomma, anche a fronte del premio di maggioranza che viene dato alle elezioni al vincitore per garantire una stabilità, il centrodestra varesino non sembra in grado di garantire il funzionamento dei lavori. Il primo vero e proprio consiglio comunale ha rischiato grosso. La seduta si è svolta regolarmente, ma solo grazie all’opposizione che ha garantito il numero legale. Grande deserto sui banchi della maggioranza, dove all’inizio della seduta su 17 consiglieri necessari per garantire il numero legale, ed una maggioranza composta da 19 consiglieri più il sindaco, erano presenti solo 13 esponenti (5 leghisti e 8 pidiellini), 14 con il sindaco. Giovanni Chiodi e Gladiseo Zagatto sono arrivati nella mezz’ora successiva. Ma anche a quel punto la maggioranza era sotto di un consigliere per svolgere la seduta. La maggioranza qualificata si è avuta solo alle 22.09, quando è

entrato il consigliere comunale del Pdl Piero Galparoli. Per un’ora quindi la seduta si è potuta svolgere solo grazie alla minoranza. La quale avrebbe potuto abbandonare l’aula e far saltare la seduta. Azione di forza auspicata dall’Udc, che però si è ritrovata da sola contro la decisione degli altri esponenti, in primis il Pd, che non hanno voluto abbandonare l’aula. I due esponenti dell’Udc Mauro Morello ed Ennio Imperatore, vista la non disponibilità dei colleghi a fare ostruzionismo, hanno simbolicamente abbandonato i lavori per la prima parte della seduta, per sottolineare la loro contrarietà a fare fin da subito da stampella al centrodestra. “Oggi noi siamo rimasti dentro – spiega Morello – ma sia chiaro che d’ora in avanti sarà la maggioranza a dovere garantire il numero legale. Fa pensare che, quando come opposizione abbiamo proposto di uscire dall’aula, proprio il Pd non abbia voluto aderire a questa iniziativa. Evidentemente c’è una lotta interna al Pd tra Oprandi e Mirabelli”. Ma il capogruppo del Pd Fabrizio Mirabelli replica: “Il consiglio, perché era quello con il discorso del sindaco, sarebbe stato riconvocato di urgenza, facendo spendere 3.500 in più alla gente”. Mentre la minoranza era al completo, i presenti fin da subito dall’altra parte erano i leghisti Giulio Moroni, Andrea Porrini, Gianluigi Lazzarini, Ermanno Niada, Alberto Roggia e Massimo Realini. I pidiellini Fabio D’Aula, Stefano Crespi, Matteo Giampaolo, Ciro Grassia, Giacomo Cosentino, Mauro Pramaggiore ed il presidente del consiglio comunale Roberto Puricelli.

s.bartolini

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