Varese in B, l’appello di Fontana «Imprenditori, tendete la mano»

Anche il 7 luglio di dieci anni fa il Varese era alla ricerca della fideiussione necessaria per iscriversi al campionato. Certo, nel 2004, i biancorossi non erano in B ma, dopo essere retrocessi dalla C1, avrebbero dovuto partecipare al torneo di C2.

La situazione, all’epoca, era ben diversa ed era stata aggravata dalla messa in mora della società da parte dei giocatori, senza stipendi da sei mesi. Due cordate di imprenditori si stavano muovendo per rilevare il club ma i tre milioni di debito avevano scoraggiato i potenziali acquirenti e il Varese aveva così conosciuto il secondo fallimento della sua storia (il primo era arrivato nel 1988), ed era stato costretto a ripartire dall’Eccellenza, con una nuova dirigenza.

Dieci anni dopo, la situazione non è così drammatica, anche se l’iscrizione in B è in bilico perché non sono ancora stati trovati gli 800mila euro della fidejussione.

Il presidente Laurenza continua a rinnovare la richiesta di aiuto agli imprenditori del territorio, mentre i tifosi si stanno mobilitando con una lotteria che punta a raccogliere 40mila euro: in questi giorni verranno messi in vendita 20mila biglietti al costo di due euro l’uno.

E le istituzioni? Anche da Palazzo Estense si alza la voce per aiutare il Varese. È quella del sindaco Attilio Fontana: «Sono dispiaciuto – dice il primo cittadino – che la situazione continui a essere molto delicata. Anch’io ci tengo a rivolgere l’appello ai tanti imprenditori varesini: mi auguro che diano una mano a Laurenza, almeno per quanto riguarda la fidejussione. La B offre molte prospettive e perderla sarebbe un colpo troppo forte. Occorre salvaguardare a tutti i costi la categoria per affrontare un nuovo campionato, che sarà all’insegna del risparmio ma che servirà per iniziare a risanare i conti».

Fontana ha parlato con Laurenza: «Per il presidente la soluzione era vicina con l’intervento di Claudio Milanese, che poi non ha messo la firma per la fidejussione e, a questo punto, siamo daccapo». Il sindaco ha provato a studiare qualche soluzione: «Si sarebbe potuto pensare a un azionariato popolare e a una raccolta di fondi: le idee ci sono e sono tante, ma il tempo utile per attuarle è pochissimo, perché entro la settimana bisogna trovare le garanzie per la fidejussione. Il paradosso è che a novembre si sbloccheranno gli 800mila euro della fidejussione dell’anno scorso: dunque la società ha già le garanzie, e anche per questo sarebbe un peccato mortale se non riuscisse a partecipare al prossimo campionato di B».

«Sul tavolo – conclude Fontana – c’è molto di più di una semplice iscrizione: un patrimonio che è prezioso per tutta la città».

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