VARESE Austerity sì, ma non per tutti. Ed anche nella casta dei politici c’è chi è più privilegiato degli altri. Se a Varese i consiglieri comunali non possono certo dirsi dei Paperoni, con un gettone di presenza di 56 euro lordi, c’è chi invece non se la passa per niente male. E non deve nemmeno rispondere agli elettori. Stiamo parlando dei posti di “sottogoverno comunale”, ovvero i cda delle società pubbliche, dove i compensi, per quanto non siano stratosferici, in ottica comunale sono decisamente alti.
A Varese abbiamo tre partecipate interamente in mano al Comune. Avt spa, la società che gestisca i parcheggi, dopo avere esternalizzato il trasporto pubblico nel 2005, e Aspem Reti, una delle due aziende nate dalla separazione di Aspem, che, al contrario di Aspem spa, non è confluita nell’aggregazione con A2a ma è rimasta interamente a partecipazione comunale e gestisce i servizi idrici. Per finire, Varese Risorse, di proprietà indiretta del Comune, dal momento che Palazzo Estense ne possiede il 10%, e il resto è in carico ad Aspem Reti.
Ebbene, i tre cda di queste aziende vedono ben dieci esponenti, tutti caratterizzati dall’avere una tessera politica in tasca. Il cda più numeroso è quello di Aspem Reti, cinque membri, e una lottizzazione da manuale Cencelli: il presidente Ciro Calemme (dodicimila euro lordi di compenso all’anno) è del Pdl, area laica. Silvio Tizzi e Luca Lo Giudice
sempre del Pdl, area formigoniana ed area ex An. Quest’ultimo, nominato nel precedente mandato, è il figlio dell’ex capogruppo di An Carmine Lo Giudice, nominato quindi quando il padre era ancora in carica. Nessuna incompatibilità, comunque. Graziano Tolo è dell’Udc e per finire Mario Speroni della Lega Nord. I consiglieri prendono seimila euro lordi all’anno a testa.
Varese Risorse è stata spartita con la stessa logica: il presidente Alberto Aimetti è uno storico militante della Lega, il posto di consigliere d’amministrazione è in carico al Pdl.
Idem per Avt: presidente Maurizio Marino, Pdl area laica, e i due consiglieri d’amministrazione Marco Praderio e Alessandra Bortolon sono della Lega.
Non manca la politicizzazione nemmeno nelle aziende dove il Comune di Varese è azionista non di maggioranza: Aspem spa, assorbita dal gruppo A2a, esprime come presidente il leghista William Malnati, ex assessore ed ex consigliere comunale, che è anche presidente del consorzio provinciale Prealpi Servizi. Consigliere d’amministrazione di Aspem spa Vincenzo Agrifoglio, ex assessore del Pdl. Il costo annuale di questi cda è di 199.586 euro lordi. Da segnalare che all’insediamento del nuovo cda di Prealpi Servizi, il presidente Malnati e i consiglieri (che rappresentano gli altri comuni) si sono decurtati del 10% i compensi.
Niente invece per le società varesine. Il cda di Avt spa è scaduto da giungo, ed è stato prorogato. In primavera scadrà anche quello di Aspem Reti. «A breve ci incontreremo con gli alleati e inizieremo a parlare del rinnovo» spiega il sindaco Attilio Fontana Lega Nord), che ha la delega alle partecipate. E sulla possibilità di decurtazioni: «Chiaramente ogni risparmio della società è indirettamente un risparmio per il Comune. Ma va detto che su queste cose è troppo facile fare della demagogia. Non è su cifre come queste che si può fare un vero risparmio».
Il rinnovo dei cda aprirà uno scontro politico sia all’interno del Pdl, che tra Lega e Pdl. Oggi i laici infatti, con Ciro Calemme e Maurizio Marino, sono alla presidenza delle ultime due municipalizzate interamente di proprietà comunale. Insomma, le “casseforti” del Comune.
Su Avt hanno messo da tempo gli occhi i formigoniani. Mentre Aspem Reti potrebbe essere reclamata dalla Lega, in virtù del fatto che le ultime due società interamente comunali non possano essere tutte e due in quota al Pdl. Per la distribuzione delle poltrone conterà anche la segreteria cittadina del Pdl: i laici potrebbe abbandonare le pretese sulla segreteria, che è in mano a Cielle, in cambio del mantenimento di una presidenza. Viceversa i ciellini potrebbero fare un passo indietro dalle municipalizzate in cambio di un patto di non belligeranza sulla segreteria.
Marco Tavazzi
f.tonghini
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