Varese maturo ad Ascoli 0-0 a denti stretti

Varese maturo ad Ascoli 0-0 a denti stretti

ASCOLI – VARESE 0-0
ASCOLI (4-1-4-1)
Guarna; Ciofani, Faisca, Marino, Giallombardo; Pederzoli; Cristiano (Lupoli 15’st), Di Donato, Sommese (Moretti 19′ st), Giorni; Djuric (Gazzola 31′ st). A disposizione: Coser, Uliano, Pasqualini, Mendicino. All. Castori
VARESE (4-4-2) Zappino; Pisano, Camisa, Dos Santos, Pugliese; Tripoli, Buzzegoli (Frara 36′ st), Osuji (Corti 8′ pt), Zecchin; Cellini (Mustacchio 44′ st), Neto Pereira. A disposizione: Moreau, Coly, Armenise, Eusepi. All. Sannino.
Arbitro Baratta di Salerno (Segna e Zonno)
Note Calci d’angolo 7-0 per il Varese. Ammoniti Giallombardo, Pederzoli, Di Donato e Zecchin. Spettatori 5645, incasso 18727 euro

Dall’inviato
ASCOLI PICENO
Un altro punto guadagnato sulla salvezza e sui playoff. Restano quattro grandi partite, un ultimo sforzo disumano per arrivare a Natale con un regalo mai visto: il campionato migliore degli ultimi 35 anni di Varese (davanti c’è solo quello del miracolo sfiorato da Fascetti nell’82 per ora). Ai biancorossi puoi togliere Carrozza, Ebagua, Pesoli e dopo otto minuti di partita Osuji, ma non potrai mai togliere quella stella al posto del cuore che è bello seguire per vedere dove va a finire. È una promessa mantenuta: se non possiamo vincere, possiamo sempre non perdere.
Nella tribuna ascolana, ma quasi in perfetto accento romanesco, c’è chi ironizza già alla fine del primo tempo: «Aho, in 46 minuti ci sta solo ‘na cosa; ‘a sostituzione di Osuji». Vedono male e parlano peggio: c’è la sostituzione di Osuji – azzoppato quando gli cade addosso King Kong Djuric, facendogli girare la caviglia – che toglie di mezzo il giocatore più in forma dopo Pesoli. Ma ci sono 5 calci d’angolo a zero (alla fine saranno 7-0) per i biancorossi, un dominio territoriale assoluto che produce, questo sì, il topolino di un tiro a botta sicura di Tripoli su punizione di Zecchin che s’infrange sul muro umano dei padroni di casa. Ma era troppo importante inaridire le fonti bianconere e seimila persone che spingevano, o schiacciare sotto il peso della linea maginot una squadra ferita dalla sua società ma in piena rinascita caratteriale, per concedersi anche il lusso di attaccare a spron battuto.
Serviva il Varese cattivo, un orco che fa paura, invece della vecchia pupa biancorossa, e l’orco è arrivato, facendo il suo dovere: ottavo risultato utile consecutivo, rischi ridotti al lumicino, assenze enormi sterilizzate anche con il sacrificio di Buzzegoli e Zecchin, ridoti a fare benissimo i soldati. Non era una giornata ammaliante, ma buia e profonda e la squadra di Sannino ha lavorato bene nell’ombra, sfiorando il capolavoro sul finale, quando l’uomo-gol che doveva e poteva ammazzare la partita (Cellini) non ha fatto il suo dovere, anche se aveva alle spalle 90 minuti da eccellente gregario.
L’aveva buttata sul ridere l’allenatore Castori, uno dei migliori e fieri avversari di Sannino, con una battutaccia della vigilia: «Il Varese vanta la miglior difesa del campionato? Ci sarà più gusto a fargli gol». Ma il gusto è tutto nostro: le olive ascolane stavano per restare sullo stomaco a chi voleva farcele ingoiare. Ed è bello che i bollenti spiriti di Sannino e Castori alla fine si siano sciolti davanti allo stesso cellulare e allo stesso numero, il 45501, a cui i due allenatori hanno mandato un sms che vale un’offerta agli alluvionati del Veneto. E poi non diteci che questo pareggio non è una vittoria.
Andrea Confalonieri

f.artina

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