VARESE Rischio siccità, non c’è allarme ma Aspem invita i cittadini a contenere preventivamente il consumo di acqua e rilancia il monito: «La rete idrica perde da tutte le parti e nessuno ci mette mano». A chi spetterà la competenza dell’acquedotto da qui all’entrata in vigore della nuova legge regionale non è ancora chiaro, ma fino ad ora è stata in carico al servizio idrico integrato della Provincia, che però di fatto non è mai partito. Da quelle parti intanto «tutto tace», ha confermato il presidente di Aspem, William Malnati, tornando a manifestare tutta la preoccupazione del caso: «Dal 2006 ad oggi le condizioni della rete sono anche peggiorate e siamo arrivati al 35% circa di perdite medie».Perdere il 35% dell’acqua che passa per i tubi sotto la città significa, oltre ad una perdita economica, che in caso di siccità come quella che si prospetta per l’estate in arrivo, anche la piovosa Varese rischia di trovarsi in seria difficoltà con l’approvvigionamento idrico. Di buono c’è che a breve, probabilmente tra un paio di settimane, è prevista la reimmissione delle due fonti di Luvinate che erano state scollegate dalla rete cittadina per l’inquinamento della falda dello scorso ottobre. «Insieme apportano circa il 30% dell’acqua di Varese», spiega Malnati, che anche per questo non prevede particolari difficoltà per la situazione varesina dei prossimi mesi. Inoltre «rispetto al 2006 l’inverno è stato meno secco – continua il presidente – e in
effetti quell’anno in questo stesso periodo ricordo che eravamo già a secco. Adesso siamo ancora tranquilli, anche se certamente la situazione dovrà essere monitorata». Gli occhi saranno puntati sull’acquedotto soprattutto da metà giugno in poi, quando al netto dell’entrata dalle falde di Luvinate e con le temperature più alte si avrà un quadro più chiaro. «Per adesso non è il caso di mandare messaggi allarmistici, allo stato attuale non c’è niente di preoccupante al di là delle perdite e dei mancati investimenti per aggiustarle. Se sarà il caso comunque inviteremo i sindaci ad anticipare un po’ le ordinanze per il risparmio dell’acqua». Nel frattempo, visto che non costa chissà quale sforzo, sarebbe utile cominciare a risparmiare acqua: «Le temperature già adesso sono più alte della media e il consumo tende ad aumentare. Con la temperatura che invece si abbassa, anche se non piove, diminuiscono». La situazione attuale non desta però preoccupazione al di là dell’agricoltura, secondo il metereologo Gianluca Bertoni: «E’ vero che l’anno è iniziato in deficit, ma veniamo da anni con un certo surplus di precipitazioni e per questo non credo che ci siano problemi alle falde». Fermo restando che molto dipenderà dall’andamento del meteo nelle prossime settimane. «Non c’è modo di prevederlo – spiega Bertoni – possiamo dire che la situazione di partenza non è ottimale perché a maggio, che dovrebbe essere il mese più piovoso dell’anno insieme a novembre, ha piovuto molto poco».
Francesca Manfredi
f.iagrossi
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