VARESE La Regione reclama per i tagli? E la Provincia cerca di strappargli le entrate del bollo auto. Che a una prima stima potrebbero valere almeno 80 milioni di euro all’anno per Villa Recalcati. Soldi certi, quelli che potrebbero arrivare nell’ambito della riforma federale, senza le fluttuazioni degli attuali tributi provinciali, legati all’andamento del mercato dell’auto,La proposta dell’Unione province italiane è stata valutata ieri a Milano alla riunione dei presidenti di provincia lombardi. Al tavolo c’era anche il numero uno di Villa Recalcati, Dario Galli, vice presidente nazionale dell’Upi, che giovedì scorso si era fatto portavoce della linea “propositiva” con il Governo (approccio diverso rispetto allo scontro in corso con le regioni): «Il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli ci ha confermato che entro settembre sarà pronto il decreto sull’autonomia tributaria delle province in attuazione della legge sul federalismo fiscale» aveva detto Galli. Ed oggi annuncia la proposta per un nuovo fisco locale, all’interno della partita del federalismo da chiudere entro la legislatura: «Ragionando in prospettiva, nell’ambito della riforma federale, l’ipotesi che il bollo auto passi alle province potrebbe essere la via per assicurare stabilità alle entrate delle province – spiega Galli – quelle attuali, legate all’andamento delle compravendite si automobili e assicurazioni, infatti seguono l’andamento del mercato».Le entrate tributarie di Villa Recalcati (68,6 milioni nel bilancio 2009, quasi la metà del totale) derivano infatti per il
47% dall’Rc auto e per il 28% dall’imposta provinciale di trascrizione: la crisi del mercato automobilistico ne rendono incerti incassi e previsioni future. Per il resto, la Provincia di Varese può contare sull’addizionale all’energia elettrica (che pesa per il 18,65%), che però nel 2010 si sta riducendo per colpa della crisi industriale; e, ancora, altri tributi minori. Meglio un’entrata sicura come il bollo, corrisposto da tutti i proprietari di autoveicoli, motocicli e camion immatricolati. «Il passaggio potrebbe essere deciso dal Governo, che allo stesso modo sta lavorando all’Imu per i comuni – prosegue Galli – ovviamente, trattandosi di tassazione sostitutiva, per i cittadini non cambierebbe niente: nella riforma federale vale il principio dell’invarianza fiscale».Ma la Regione ci rinuncerebbe davvero? Non è una guerra tra poveri? «Una riforma di questo tipo va fatta all’interno di un accordo complessivo – spiega Galli – il bollo alle province sostituirebbe trasferimento regionali, in un percorso di eliminazione della finanza derivata: come Upi siamo tutti d’accordo che, per avere certezza d’entrata e contribuire alla lotta all’evasione verso il federalismo, è indispensabile che alle province, come ai comuni, sia assicurata una quota significativa di Iva, Irpef e Ires. Secondo il principio che i soldi si lasciano sul territorio, così magari si scopre che le mille lire pagate di tasse tornano indietro per davvero, e non finiscono a Reggio Calabria». Piero Orlando
s.bartolini
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