Varese non si ferma e si prende il derby

Varese non si ferma e si prende il derby

VARESE I tre punti a Masnago sono ormai routine: così, graffiare i cugini dell’altro lago e chiudere con un sonoro 2-0 il weekend dei derby dà una soddisfazione enorme eppure composta. La gente sogna, il commento più gettonato in tribuna è: se in casa vinciamo sempre vuol dire che è un’occasione d’oro da non sprecare, andiamo a fare punti anche fuori e poi…

PATRON CHIAMA ROMA
Antonio Rosati ha consumato il sigaro e la pazienza: nel giorno del grande incasso negato («Bisogna rimediare perché situazioni così fanno male al calcio») fa capire che per lo stadio guarda più a Roma che in via Sacco. «Le dichiarazioni del sindaco Fontana non mi hanno stupito – afferma il patron biancorosso – chissà se in campagna elettorale dirà le stesse cose. A questo punto aspetto la famosa legge che dovrebbe darci gli strumenti per adeguare gli impianti di tutta Italia: lì faremo i nostri ragionamenti». Il record battuto gli restituisce il sorriso: «Mi sento soddisfatto e fortunato, è un primato che fa piacere e resterà negli annali. Ora ci attende una settimana cruciale, con due trasferte durissime. Poi faremo mente locale e, magari, riconsidereremo gli obiettivi stagionali».

W IL MAGO
Stavolta il parterre dei politici è scarno, però Giancarlo Giorgetti non manca mai. «Non è stato il solito Varese spumeggiante – dice il parlamentare leghista di Cazzago Brabbia – ma nei derby raramente puoi fare faville, e poi il pressing del Como ci ha messi in difficoltà. L’unico fenomeno mi è sembrato Del Sante: ha praticamente fatto reparto da solo e una sua magia ha deciso il risultato. Prima o poi doveva sbloccarsi, che sia accaduto nel match più sentito gli farà bene. Il solito appunto: questa partita andava chiusa prima».

DUE GRAN SIGNORI
Due signori Milanese a dieci posti uno dall’altro. Claudio, imprenditore e protagonista di ogni bella avventura biancorossa: «Campo molto pesante, normale che il Varese soffrisse avversari che puntano su carattere e forza fisica. L’importante era vincere, per la classifica e la convinzione. Del Sante? Ci sarà bisogno di lui per arrivare fino in fondo. Però sottolineerei le prestazioni di quelli che si vedono meno ma svolgono un lavoro prezioso: Bernardini, gigante in difesa; Armenise, sempre sul pezzo e propositivo; Dos Santos, ingiocabile in mezzo». Mauro, grande ex che non abbandona i compagni: «Derby assai combattuto, che il Varese ha meritato di vincere per il gran primo tempo e le chances sprecate nel finale in contropiede. Il Como ha lottato, però non ha creato molti pericoli per Moreau. Del Sante sul mercato? Ci pensi molto bene, perché è difficile trovare un ambiente migliore e più stimolante di questo».
Stefano Affolti

e.romano

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