C’è già un vincitore nel derby lombardo fra il Brescia e il Varese. Le due società non hanno perfezionato l’iscrizione alla serie B ma è il club messo peggio ad avere la certezza di poter partecipare alla prossima stagione. Pur avendo più del doppio dei debiti del Varese, il Brescia sa che prenderà il via nel campionato 2014-2015, perché Ubi Banca, sponsor della squadra, metterà i soldi necessari all’iscrizione. E così, se i biancorossi restano con il fiato sospeso, in
attesa dell’incontro di questa mattina con la loro banca (Ubi), che deve deliberare ancora la fideiussione di 800 mila euro e il prestito di circa 700 mila euro per pagare l’Irpef di marzo e aprile, l’altra piazza lombarda può tirare un sospiro di sollievo. Perché Ubi Banca, sponsor e maggior creditore del Brescia, ha deciso di versare i quattro milioni necessari per la sopravvivenza la società, con un buco di oltre venti milioni, di cui 15 spettano proprio all’istituto bancario.
Certo, anche il Varese è fiducioso di potersi iscrivere ma occorre sottolineare come la partita per evitare l’esclusione dal campionato sia stata giocata diversamente nelle due città.
A Brescia le istituzioni sono entrate in campo nel momento di emergenza ma lo hanno fatto in modo massiccio e la giunta comunale non si è stancata di organizzare tavoli di confronto per avvicinare le parti e tentare di salvaguardare il più importante patrimonio calcistico della comunità. Il sindaco Emilio Del Bono si è dato da fare come il presidente dell’associazione degli industriali Marco Bonometti, il cui intervento si è rivelato decisivo. Se Ubi si è convinta a mettere sul piatto i quattro milioni per l’iscrizione,
il merito è proprio dell’imprenditore che è presidente della Banca San Giulia e da giovane era un nuotatore promettente: è stato il primo bresciano a completare i cento metri stile libero, in meno di un minuto. Questa volta, a Bonometti è bastato far sentire il suo cognome pesante per arrivare al traguardo e convincere Ubi a mettere soldi. Consegnando al Brescia, sempre in alto mare per quanto riguarda la definizione dell’assetto societario, la certezza di poter far parte della B nel prossimo campionato che si annuncia durissimo.
A Varese le cose sono andate diversamente e se Nicola Laurenza doveva decidersi prima a uscire allo scoperto e ad aprire bocca, la città è rimasta pressoché indifferente alla richiesta d’aiuto del presidente biancorosso, arrivata solo il 30 giugno. Non si sono visti né tavoli di confronto e neppure personalità autorevoli, come Bonometti, disposte a fare da garanti a un club che ha la metà dei debiti rispetto al Brescia (9 milioni contro i 20 milioni che potrebbero però essere molti di più). Solo i tifosi si sono dati da fare con la loro spinta dal basso pronta a colmare il vuoto di quella che sarebbe dovuta arrivare dall’alto ma invece non c’è stata.
La lotteria per raccogliere 40 mila euro è un atto d’amore della base che da domani potrà dare un altro aiuto abbonandosi in massa.
La campagna tesseramenti per la prossima stagione verrà presentata questa mattina con prezzi scontati rispetto allo scorso campionato. Perché credere ancora nel Varese e abbonarsi? La risposta ce la dà un varesino e biancorosso doc e cioè il direttore sportivo Lele Ambrosetti che ascolta incredulo la nostra domanda e poi risponde con genuinità tutta varesina: «Perché siamo il Varese». Questo è il motto ideale per lanciare la campagna abbonamenti e la volata per l’iscrizione. E oggi potrebbero arrivare finalmente le novità che tutta la città si aspetta.
Filippo Brusa
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